?>Recensione | The Green Inferno | Boiata

Recensione su The Green Inferno

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Boiata / 4 marzo 2017 in The Green Inferno

Un gruppo di ambientalisti va a rompere le scatole in Perù e finisce mangiato e smembrato nei peggio modi da una tribù di indigeni. Tutto qui il film. C’è veramente poco da dire, sbudellamenti random, cast sconosciuto e ben poco convincente, nessuna paura o tensione, niente di niente. Non sono un grande fan degli horror, anzi, di Eli Roth mi sa che ho visto solo il corto “Orgoglio della Nazione” di Bastardi Senza Gloria (ed era molto forte, sul serio, altro che sta roba) e l’ho guardato praticamente sulla fiducia del fatto che è un grande amico di Tarantino, per vedere un po’ che cosa ha appreso. Direi assolutamente niente. Ok che questo film vuole essere un omaggio a Cannibal Holocaust -che non ho visto, ma credo che al suo tempo, le reazioni clamorose che suscitò, forse hanno quasi legittimato la creazione di un titolo così discusso e comunque realmente violento. L’unica cosa che mi è piaciuta di fatto è come vengono dipinti gli ambientalisti & co. (dai, diciamo un certo tipo, siamo politicamente corretti): un branco di opportunisti, figli di papà, pronti a tutto per portare avanti i loro ideali spesso e volentieri idioti. Sperando di non avere insultato nessuno, posso solo dirvi che il vero Green Inferno si trova in Germania, magari fare un bel film sul Nordschleife sarebbe stato meglio. Comunque io ho dato un voto basso, magari agli appassionati di sbudellamenti, sangue, cannibalismo & co. piacerà di certo (oltretutto io credo di aver visto una versione tagliata, vietata solo ai minori di 14 anni e sicuramente edulcorata dalle scene un po’ più clamorose. Ma del resto non sono uno che si impressiona per queste cose, e, come detto, quando le scene violente sono fini a se stesse, non fanno magari nemmeno ridere -per dire, un film come Crank è pieno di violenza e morti assurde, ma è in un contesto di action-comedy azzecato, questo è un horror che non fa per niente paura, non ti resta un bel niente del film. Eli, fatti dare due (o tre) lezioni da Quentin che conviene mi sa.

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