Recensione su Il grande Gatsby

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Due @@ così. / 6 Agosto 2013 in Il grande Gatsby

Jack Clayton firma la terza trasposizione cinematografica dell’epocale opera di Francis Scott Fitzgerald, adattata per l’occasione da Francis Ford Coppola.
“Allora dev’essere un bel film” direte voi (l’ho pensato anche io). E invece no!

Il grande Gatsby (almeno questa versione, le altre ancora non le ho viste e mi è anche passata la voglia) è un’opera lenta, patetica e soporifera, una storia d’amore da “due palle così”, (triste come tante e scialba come poche) ambientata tra l’elite di un gruppo di ricchi che non sa come trascorrere le proprie giornate, essendo intrappolati in matrimoni di convenienza, insoddisfacenti e soffocanti, e nella loro intoccabile classe sociale fancazzista.

E quindi cosa pensano bene di fare!? Di incasinarsi la vita con tradimenti e amori impossibili, tanto i soldi ce l’hanno, chi gli prepara il pranzo.. pure. Non hanno grandi preoccupazioni a cui star dietro.

Di irritante c’è ancor più una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti, con personaggi languidi ed insulsi che si riempiono la bocca di parole insipide e prive di spessore, sempre a piagnucolare per cose inutili. Daisy in primis meriterebbe la pena capitale per quant’è fastidioso il ruolo che interpreta, sebbene Mia Farrow sia incantevole e un’ottima Mrs Buchanan, donna frivola, ricca e viziata, incomprensibilmente amata da tutti.

L’intero il costrutto è teatrale e finto e si percepisce perfettamente l’aura antiquata che questo film emana di minuto in minuto. C’è troppo di tutto. L’opulenza e la pesantezza sono di casa. Troppi balli. Troppi sguardi. Troppe inquadrature (tranquillamente evitabili). Troppi personaggi stupidi. Troppa inutilità ostentata a scapito di elementi forse più interessanti, come poteva essere il personaggio di Gatsby stesso, confinato in un limbo di “eterno amante”.

E non è bastato lo sguardo glaciale e penetrante di Robert Redford a migliorare la situazione.

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