Recensione su Il Grande Gatsby

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Manierismo Luhrmanniano / 25 Giugno 2013 in Il Grande Gatsby

Baz Luhrmann è un regista di maniera. Lo si vede dal timbro dei suoi film, dalla fotografia e dai movimenti di camera, ciò fa sì che il giudizio su “Il grande Gastby” sia fortemente condizionato più da un gusto soggettivo che da un’analisi sul film. E’ comunque vero però che questo manierismo si presta indiscutibilmente alla rappresentazione cinematografica di una pellicola così caratterizzata dall’epoca e dal contesto lussureggiante in cui vive. La finezza registica è evidente, anche se non univocamente apprezzabile, ma tutto questo eccessivo infiocchettamento, comprensivo di musice pop, risulta coerente e stranamente non stucchevole. Più ci è dato di respirare tanta lussuria, e più l’effetto finale della dissoluzione di tanta sovrastruttura risulta efficace. Il messaggio è che, al di là degli opinabili obbiettivi del protagonista, pochi uomini si auto-alimentano di speranza, pochi uomini sanno vivere mantenendo viva la fede e riuscendo a compiersi coerentemente con essa.
Mi riservo la lettura del libro, per capire meglio le dinamiche e i rapporti, e fare, perchè no, un confronto.

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