Recensione su Il Grande Gatsby

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alti e bassi / 17 Maggio 2013 in Il Grande Gatsby

Un film pieno di alti e bassi. Avendo visto la versione 2D si nota, anche troppo, come tante scene di questo film fossero studiate per il 3D. La prima mezz’ora ne è piena: zoom, carrellate a non finire, corse in macchina, primi piani vicinissimi e sfondi appiattiti etc… Visivamente il film è molto bello, con scenografie e costumi che rispecchiano l’opulenza della classe ricca dell’epoca. Come altri film di Luhrmann è tutto molto carico: persone, oggetti, colori. Lo schermo è sempre pieno.
Su questo però a volte stonano questi cieli azzurrissimi o prati verdi quasi fosforescenti. Un eccesso di saturazione e di CGI che ultimamente si nota in troppi, troppi film e che mi fanno rimpiangere i cari vecchi sfondi dipinti! L’altra cosa che può spiazzare è la colonna sonora per nulla anni venti, ma tutta incentrata sul rap e l’R&B contemporaneo. Purtroppo, seconde me, non riesce a produrre lo stesso effetto omogeneo ed estraniante ottenuto da Sofia Coppola con Marie Antoinette e la sua colonna sonora Indie. In alcuni punti stride, in altri però è molto riuscito come il bellissimo pezzo di Lana del Rey (che però è anche l’unico pezzo non R&B).
Ultima nota. Di Caprio in molte inquadrature somiglia tantissimo a Marlon Brando! Sarà il trucco? L’ambientazione?O una lenta trasformazione fisica?

3 commenti

  1. Stefania / 17 Maggio 2013

    Ho “paura” di vedere questo film: mi incuriosisce il confronto con quello con Redford sceneggiato da Coppola, ma temo gli eccessi visivi di Luhrmann, quelli che hai sottolineato tu.

    P.s.: ma nella colonna sonora non c’è anche Jack White che reinterpreta Love is Blindness degli U2?

  2. kotay / 17 Maggio 2013

    ciao. non so quanto convenga fare un confronto… la differenza quantomeno stilistica è davvero notevole.
    Credo comunque che Di Caprio ha un pò più brio (forse per l’età!) di Redford e sotto questo punto di vista forse dà qualcosa in più. Per il resto, condivido il tuo stesso dubbio riguardo al contorno alla storia: a volte è fin troppo artefatto e costruito.
    Jack White?Vero!Ma non so perchè stamattina mi ricordavo di più Lana del Rey. ^_^
    Comunque credo valga la pena di vederlo (io ho approfittato della festa del cinema), meglio però entrare in sala senza aspettarsi un capolavoro…

    • Stefania / 17 Maggio 2013

      Non hai tutti i torti: un confronto tra i due sarebbe abbastanza lezioso, vista anche la differente cifra registica, come dici giustamente.
      In realtà, il mio fantomatico confronto (quando e se avverrà, eh eh!) sarà incrociato, perché sono oltremodo curiosa di vedere come Luhrmann ha adattato il romanzo, manierismi estetici a parte.
      Ai tempi, considerai soporifera la sceneggiatura di Coppola, ma dopo aver letto il romanzo credo che la noia che ho provato guardando il film sia da imputare, se possibile, al libro. La prosa di Fitzgerald mi è piaciuta molto, ma non posso dire altrettanto della storia in sé e, soprattutto, dei personaggi (trovo Daisy francamente insopportabile): è il racconto in sé che trovo, scusa l’ulteriore ripetizione, noioso (e non me ne vogliano gli estimatori!).

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