Recensione su The Great European Disaster Movie

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L’aereo senza pilota / 30 Giugno 2015 in The Great European Disaster Movie

[Il merito di questo film è uno: l’avermi insinuato il dubbio sul futuro dell’Unione Europea. Prima della visione del film tre mesi fa non avevo neanche preso in considerazione l’idea che in un futuro prossimo potesse non esistere. Invece mi sa proprio che il film ci ha visto lungo…]

Nel 2022 l’Unione Europea si disgregherà. È questa l’idea di Annalisa Piras e Bill Emmott, già autori di Girlfriend in a Coma, che creano un film-documentario: una mini-storia da una parte, i parere di esperti dall’altra.

Su un aereo in un futuro non bene specificato viaggiano seduti vicini un inglese e una bambina italiana. L’aereo è diretto verso Berlino, ma a causa di una certa “crisi energetica tedesca” è costretto a deviare. Per passare il tempo l’anziano descrive alla ragazzina un’utopia: la defunta Unione Europea.

Attraverso piccoli oggetti trasportati dall’anziano (un biberon, una barba, un passaporto ingiallito) il racconto si interseca ai giorni nostri, con le interviste a personalità più o meno note e un’analisi ai diversi problemi dell’Europa (le guerre nei paesi vicini, l’ascesa dei partiti anti-euro e populisti, il Welfare State…).

La prima parte è dedicata all’aspetto economico. In assoluto è la parte più interessante, non sono un’esperta quindi ciò che dicevano non mi è sembrato semplice. Oltretutto vengono sottolineati gli errori commessi, in particolare dalla Germania, in modo da spiegare come si sia arrivati a questa situazione.

La seconda parte diviene scontata, poiché sfocia in una serie di riflessioni che definirei banali. Sono dell’idea che un film-documentario pro-Europa dovrebbe spingersi un minimo oltre a idee da temino di quinta elementare.
“L’Europa è bella perché abbiamo tutti la stessa moneta e possiamo viaggiare e non ci facciamo la guerra”. Ma so perfettamente come gli orrori delle guerre siano parte integrante del nostro passato e che non si possa fare un documentario sull’Europa senza parlarne.

Gli interventi sono al 50% di inglesi (la produzione è inglese, per l’appunto) ma ci sono anche interventi di spagnoli, tedeschi, francesi, greci, polacchi, irlandesi, svedesi e cecoslovacchi.
A un certo punto un inglese commenta:
“È improbabile che i valori dell’economia italiana ritornino a quelli del 2008 prima del 2020”.
Stacco.
Video del Fatto Quotidiano che mostra Renzi con un cono gelato in mano che commenta alle telecamere “Volevo dire ai nostri amici dell’Economist che il gelato artigianale è il vero gelato, non quello che si trova confezionato”.
È l’unico intervento di un italiano per i primi 88 minuti di film. Poi siamo salvati in corner da un intervento di Paolo Rumiz.

In generale è interessante. È palesemente pro-Europa, ma infila dentro anche opinioni discordanti, ma non per mostrare veramente un’alternativa, quanto più per illustrare le diverse correnti di pensiero che si stanno diffondendo per tutto il continente. Chissà.

PS: nel montaggio finale vengono mostrate una serie di immagini post Seconda Guerra Mondiale, dove la gente balla per la fine della guerra, e si fa capire che è appena iniziato il cammino verso l’Unione Europea. Un po’ populista… ma io ho cominciato a frignare.

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