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Recensione su Il laureato

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People talkin’ without speaking / 11 agosto 2015 in Il laureato

Il laureato è un film cult che avremo sentito citare un milione di volte. E come ogni film cult, deve sempre soddisfare una grandi aspettative.
Nel mio caso non posso assolutamente definirlo sopravvalutato. Se non altro per l’espressione di malessere di Dustin Hoffman quando si chiude in camera all’inizio del film. Ma più di ogni altra cosa questo film rappresenta l’incomunicabilità, ed è ulteriormente valorizzato dalla meravigliosa colonna sonora.
E Ben, come questo film, è un ragazzo di grandi aspettative. Un ragazzo per cui ogni cosa è stata predisposta e organizzata. Solo che non sa più se in questo mondo degli adulti lui ci vuole entrare.
Ed ecco che arriva Mrs Robinson, alias Anne Bancroft, che interpreta uno dei più famigerati personaggi della storia del cinema. Da una parte rappresenta il risultato di una vita passata nel mondo in cui Ben dovrebbe entrare. Dall’altra dovrebbe essere un modo per uscire da questa condizione di malessere di Ben, un modo per infrangere le regole. Invece da lei non otterrà altro che smarrimento e senso di colpa. E’ lei che lo introduce bruscamente al mondo degli adulti, facendolo sprofondare sempre più. Nonostante sia la sua amante la comunicazione diventa impossibile anche con lei.
Il ritmo del film non a caso si velocizza bruscamente quando conosce Elaine. Lei è quella che rende tutto meno monotono e noioso. Lei è quella in grado di capirlo e di ascoltarlo.
Le canzoni The Sound of Silence e Mrs Robinson regnano durante il film. La prima appare non casualmente all’inizio e alla fine del film. Apre e chiude un cerchio.
E guardandolo non si può fare a meno di pensare quanto si identifichi l’intero film con una sola frase: Hello darkness my old friend…

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