Recensione su I Goonies

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goonies for life / 18 febbraio 2017 in I Goonies

oi avete mai parlato con uno che ha visto I Goonies negli anni ’80? Avete idea di quello che poteva significare andare al cinema a vedere I Goonies quando, si e no, avevi 10-12 anni? Se avete modo parlateci. Sicuramente vi dirà che come il film gli abbia svoltato la vita. Perché questa è una pellicola che se non ti cambiava l’infanzia almeno ti cambiava la preadolescenza. Nell’85 io non ero neppure nei pensieri dei miei genitori e quando ho visto la prima volta I Goonies era cominciato da poco il 2000.
Avevo nove anni, ero ciccione tanto quanto Chunk e provavo una forte empatia nei suoi confronti. Poteva essere il cugino che non avevo mai avuto e il suo gruppo di amici era molto simile a quello che avevo. Di lì a poco qualcuno avrebbe scoperto le Magic, qualcun altro Dungeon&Dragons, in un paesino in cui due genitori su dieci* pensava fossero tutte cose che evocavano il diavolo. Questa era la ridente Passo Corse, provincia di Rieti, nel 2000.
Ecco, io a nove anni mi innamorai dei Goonies perché mi ci vedevo troppissimo in Chunk. Oggi guardiamo il trailer di Stranger Things, aspettiamo Novembre per vederlo ed è tutto molto bello, ma l’origine di tutto ciò dove va cercata se non nei romanzi di King nei film prodotti o diretti da Spielberg e quindi, anche, ne I Goonies? Ed eccoci qui a guardare gli anni ’80 da una lente d’ingrandimento. Film d’avventura diretto da Richard Donner e scritto da Steven Spielberg, I Goonies mi affascina ancora oggi. La pellicola supera le barriere dell’età ed è capace di far sognare anche adesso che l’infanzia è andata. Cult movie indimenticabile, I Goonies non è semplicemente un’avventura con tinte comiche e romantiche è la storia di ragazzini che resistono. Cos’è Goonies se non l’epica lotta fra l’innocenza dell’America alla Spielberg vs gli Stati Uniti di Reagan? Icone anti-reaganiane trovano nella soffitta la mappa dell’esploratore Chester Copperpot. i protagonisti del film sono fratelli e amici che non rinunciano alla loro casa anche di fronte alla minaccia di chi vuole costruire un campo da golf al suo posto. Da un lato dei mocciosi, ribelli e sfigatissimi, dall’altra degli imprenditori senza scrupolo che vendono sogni spacciandoli per solide realtà. Così comincia l’avventura: per impedire che i genitori (i grandi) vengano sfrattati il gruppo di amichetti va alla ricerca del tesoro nascosto del pirata Willy l’Orbo e forse, dico forse, i dobloni e le gemme del tesoro possono salvare il quartiere. Arrivano alla scogliera e sfidando la banda Fratelli, criminali italo-americani in fuga dall’FBI che usano il ristorante sulla scogliera come copertura.
A me ancora oggi piace tantissimo ‘sto film perché con innocenza tocca temi come l’amicizia, il primo bacio, la famiglia e le difficoltà nel diventare grandi, il bullismo, la burocrazia, lo sfratto, la malavita e il rispetto delle diversità. Senza moralismi e caz**te varie. E poi c’è il veliero fatto con vero legno e soprattutto c’è Sloth interpretato da John Matuszak, che ha dovuto sottoporsi ogni giorno a cinque ore di trucco per dare vita al figlio ripudiato della famiglia Fratelli.
Il film che vi darà forza per fare qualsiasi cosa. <3
DonMax

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