Recensione su The Good Heart - Carissimi nemici

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22 Dicembre 2012

La storia di un vecchio barman col cuore matto (minchia, no, non è Little Tony :/) che prende sotto la sua ala protettiva un giovane senzatetto depresso e con tendenze suicide, e gli insegna (anzi, gliela impara) l’arte del bartendering. Il vecchio è il classico burbero incarognito, tipo Paperon de’ Paperoni suvvia, che odia tutti e governa il suo bar con regole ferree. Del genere niente donne, non diventare amico di nessuno ecc. Ha come solo amico un cane, e una macchina scassata a cui rifà le fiancate ogni volta che parte. Ma se ne frega, anche se gli viene un infarto ogni due per tre. Il giovane è buono, troppo buono, e si lascia entrare in casa (che è sempre il bar) una hostess francese abbastanza figa e triste (e un po’ zoccola, su). Il tutto è abbastanza scontato, il vecchio diventa buono e il giovane cattivo, si impara ognuno dall’altro, scontato anche il finale a ripensarci con il senno di poi, roba di cuori che ci si scambia e lacrime perché non doveva andare così. Fuckin’ sad 🙁 l vecchio spazia e impazza perché ha questo personaggio triste e bisbetico cucito addosso troppppppo bbbbello, per cui quasi ogni cosa che dice fa piegar dal ridere e sono un coglione io che credevo di essermele segnate da qualche parte e invece non le trovo più >.<
Tipo che i bar dovrebbero sempre avere 13 posti, quanti ne servirebbero per servire Gesù e i dodici apostoli, e basta.
Vaffanc**o, detta da lui fa più ridere. Insomma, vedetevelo U_U

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