Recensione su Millennium - Uomini che odiano le donne

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13 Febbraio 2012

Remake americano diretto da David Fincher del film svedese basato sul primo romanzo della serie Millenium di Stieg Larsson. Non ho ancora letto i libri (colpevolmente) e quindi non posso fare il paragone con il romanzo, ma avevo visto la versione svedese e questo è ancora migliore. C’è molto più ritmo e si rimane maggiormente coinvolti dall’indagine, quasi in prima persona. Nonostante la piccola complicazione dei nomi della famiglia, Fincher riesce a non farci distrarre troppo e con i tabelloni e gli appunti di Michael riusciamo a districarci abbastanza.
Come nel film svedese, inizialmente vengono presentati i personaggi di Michael e Lisbeth su strade parallele.
Michael, il giornalista della rivista Millenium, un bravissimo Daniel Craig, è reduce da un processo per diffamazione che rischia di costargli soldi e il suo posto di lavoro. Viene assunto da Henrik Vanger, il bravo Christopher Plummer, per indagare sulla scomparsa della nipote Harriet.
Lisbeth è un’investigatrice particolare, ribelle, asociale e dal passato violento; quando il suo tutore ha un ictus, le viene assegnato un nuovo tutore, un vero maniaco.
I due si troveranno a lavorare assieme sull’isola svedese tra qualche pericolo e la verità verrà a galla.
Bravissima Rooney Mara nei panni di Lisbeth Salander; un bel confronto con Noomi Rapace (interprete della trilogia svedese) che forse alla fine la vede vincitrice. Nel resto del cast da citare Stellan Skarsgaard nei panni di Martin Vanger e Robin Wright in quelli del capo/amante di Michael.
Belli e particolari i titoli di testa.

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