Recensione su The fan - Il mito

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VOGLIAMO GIOCARE A BASEBALL? / 15 Gennaio 2021 in The fan - Il mito

The fan non è poi così brutto come tutti sostengono. Sicuramente non è esente da difetti anche evidenti, però si lascia guardare e già questo non è poco per me.

Gil è un rappresentante di coltelli fallito che trova nel tifare la sua squadra di baseball la sua unica ragione di vita. Con l’arrivo in squadra del campione Bobby Rayburn, il tifo di Gil si trasforma in ossessione, tanto dal spingerlo a dedicarcisi più da vicino al suo nuovo mito.

La storia non è che sia da lacerarsi le vesti e onestamente c’è anche una certa superficialità nel raccontarla. I vuoti di sceneggiatura stridono con la presenza di scene superflue nella prima parte a discapito di spiegazioni nella seconda. Qualche passaggio viene proprio omesso o risolto con un sonoro “stacce!”.

La regia di Tony Scott è come sempre riconoscibile dal primo fotogramma. E’ davvero raro trovare un regista con una identità estetica così coerentemente definita in ogni suo aspetto. In quanto a tecnica ed estetica i fratelli Scott ne sanno a pacchi. L’unica differenza tra i due è che Tony è più grezzo e violento di Ridley e quando c’è un difetto (di montaggio o di fotografia) riesce tranquillamente a passarci sopra.

Robert De Niro che fa il pazzo? Da guardare sempre e comunque. “The Fan” esiste solo ed esclusivamente in sua funzione. L’evoluzione del suo personaggio merita tutta l’attenzione necessaria e in questo il film non toppa.Ovvio e un po’ scontato il confronto col Max Cady di Cape Fear.
Wesley Snipes è perfetto per il ruolo del top player, ma la sensazione è che il suo personaggio serva solo a dare respiro al suo compagno di set. Con un minutaggio inferiore non sarebbe cambiato il risultato finale. Piccolo ruolo per un giovane Benicio Del Toro e una comparsata di due secondi netti per Jack Black.

Pezzo di bravura di Re Bob e film minore un po’ per tutti i coinvolti. Molto anni ’90.

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