Recensione su La famiglia Fang

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Father and Sons / 11 dicembre 2017 in La famiglia Fang

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dramedy molto interessante, perché, dietro una traccia narrativa principale decisamente originale per via dei comportamenti dei protagonisti, nasconde temi noti e conosciuti, in cui è facile ritrovarsi.
Sostanzialmente, i Fang senior sono genitori come tanti altri, che riversano sui figli aspettative e proiezioni personali a cascata. La progenie gli è utile per soddisfare il proprio ego e poco più.

Nello specifico, e qui sta la loro particolarità, i figli meritano il loro affetto solo nel momento in cui procurano “soddisfazione artistica”. Il fatto che siano persone che hanno sviluppato grossi problemi comportamentali e relazionali, tanto da non avere alcun tipo di relazione che esuli da quella famigliare fratello/sorella, non li tange, poiché anche le loro alienazioni rientrano nell’economia della gigantesca performance artistica che è la loro vita.
In questo senso, il film è agghiacciante: in sintesi, parla di vite ridotte a pura rappresentazione per volontà di terzi. La metafora è lampante ed è ben chiarita da papà Fang durante lo spiegone finale: “I miei hanno rovinato me, i suoi hanno rovinato lei, se avrete figli li rovinerete. I genitori fanno così. E allora?”
Famosi o meno, artisti o no, qualunque genitore (e, per estensione, qualsiasi magister) influenza la vita dei figli (degli allievi) con le proprie scelte, fatte in buona o cattiva fede: l’errore è dietro l’angolo. Ma, qui, è spaventoso come i Fang-genitori abbiano scelto deliberatamente di indirizzare la vita dei figli in un imbuto. La madre è succube, ormai non discerne neanche più cosa è sensato da cosa non lo è. Papà-Fang è un mostro, un vero orco che fagocita personalità e anime. Spaventoso.

Bravi tutti gli interpreti.
Tecnicamente, rimprovero al film una fotografia basata essenzialmente sui controluce che, invece di creare un’atmosfera intima e raccolta, mi hanno reso un po’ difficoltosa la visione.

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