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Recensione su 17 anni (e come uscirne vivi)

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Ogni adolescenza coincide con la guerra / 7 marzo 2017 in 17 anni (e come uscirne vivi)

… cantano i Tre Allegri Ragazzi Morti e tale motto ben si adatta a questa commedia dolceamara.

Il debutto alla regia della giovane sceneggiatrice Kelly Fremon Craig è una piacevole sorpresa: sfruttando temi e ambientazioni abusate dal cinema e dalla tv “adolescenziale”, da Breakfast Club a Dawson’s Creek e chi più ne ha più ne metta, ha saputo dar vita a una commedia non troppo banale sul tema della crescita e della definizione di un’identità personale, facendosi forte della buona caratterizzazione della protagonista, disturbante ed egoista al punto giusto, e dall’azzeccatissima interpretazione della stessa resa da Haileen Stewart (ricordate? È la risoluta “bambina con le trecce” de Il grinta dei Coen).

La diciassettenne Nadine si crogiola nella propria perenne sensazione di inadeguatezza, punteggiando la propria vita di controsensi e condannando chi prova a starle vicino a difficili prove di autocontrollo: è facile ritrovarsi in lei, soprattutto perché è dannatamente umana, con tutti i suoi palesi difetti relazionali e le cattiverie più o meno consce a cui si abbandona.
Il film regge bene per gran parte del suo svolgimento, slabbrandosi decisamente sul finale. Peccato.

Buona prova del cast: Kyra Sedgwick non è mai stata nelle mie grazie, ma qui fa misuratamente il proprio dovere, anche con buona autoironia; bravo Woody Harrelson: i siparietti prandiali tra lui e Nadine sono davvero ben calibrati.

Nota personale: in una colonna sonora che comprende perfino gli Spandau Ballet, pur non essendo il film ambientato negli anni Ottanta, chissà come mai non è stata inclusa la canzone di Stevie Nicks che richiama perfino il titolo della pellicola. Ero convinta di trovarla almeno nei titoli di coda! https://www.youtube.com/watch?v=Dn8-4tjPxD8

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