8 Recensioni su

Chi è senza colpa

/ 20146.780 voti

Il voto sarebbe un 6.5 / 23 Giugno 2016 in Chi è senza colpa

Buon film sceneggiato da Dennis Lehane (Lo scrittore di “Mystic river” e non solo, per chi non lo conoscesse) con l’ultima apparizione dell’ottimo James Gandolfini.
Anime perdute nella malavita locale, il film non si sofferma sul passato dei protagonisti ma apre una finestra sul presente. Bob (il bravissimo Tom Hardy) sembra ormai privo di emozioni nello svolgere il suo lavoro di barista al soldo della malavita; però ad un certo punto grazie all’amore per un cucciolo di pitbull e all’amicizia con Nadia (Noomi Rapace) che lo aiuta nella gestione del cane inizia a rianimarsi un pò. Marv (James Gandolfini), suo cugino e socio, invece ha bisogno di denaro e si cacceranno nei guai per colpa sua.
Nel resto del cast da citare Matthias Schoenaearts (che si è visto recentemente in “A bigger splash”) nei panni di Eric, il precedente proprietario del cane.

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Prova / 26 Maggio 2016 in Chi è senza colpa

Molto bello / 5 Marzo 2016 in Chi è senza colpa

Veramente un bel film questo “The Drop”, thriller sceneggiato dal bravissimo Dennis Lehane e con un cast di alto profilo. Interessante e coinvolgente la storia, che, pur sviluppandosi in modo abbastanza lento, non annoia mai e non diventa mai pesante. Sicuramente un thriller interessante, diverso dal solito, che indaga anche e soprattutto nella mente umana. Bravissimo come sempre Hardy, ottime anche le prestazioni della Rapace e di Gandolfini, all’ultimo film prima della sua scomparsa

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Un gioco di apparenze e inganni , che ha come denominatore comune un primario bisogno di appartenenza sociale. / 1 Aprile 2015 in Chi è senza colpa

In una Brooklyn rinserrata in una sorta di urbana e domestica solitudine, visibilmente modellata in funzione della silente e claustrale indole del protagonista di questo noir poliziesco, a cui appunto il noto borough ne fa da sfondo, si intrecciano gli animi e i passati di differenti vite, rappresentazioni incerte della natura umana, che fungono da artifici per svelarne maschere e simulacri.
In The Drop, novella trasposta per il cinema, di cui l’autore stesso ne ha co-firmato la scenografia, ogni personaggio è una facciata, una finzione che ne sgretola l’identità, lasciando allo spettatore il compito di definirne le sfumature. Gradazioni dell’indole umana abilmente descritte, grazie anche alle ottime interpretazioni della Rapace, e soprattutto di Hardy, che riesce a costruirsi pian piano l’immagine dell’antieroe che si piega ai ritmi e alle voluttà di una realtà sempre più cruda e violenta. Un gioco di apparenze e inganni , che ha come denominatore comune un primario bisogno di appartenenza sociale.

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30 Marzo 2015 in Chi è senza colpa

Lento, pesante e molto triste.

6 e mezzo.

30 Marzo 2015 in Chi è senza colpa

THE DROP
Chi è senza colpa

Era il 1936 quando Fritz Lang diresse Fury, era il 1936 quando gli fu imposto di inserire un finale sdolcinato in quello che sarebbe stato il suo primo film americano. Fritz Lang odiò quel bacio imposto e se vi state chiedendo cosa ci azzecchi The Drop con un film di Lang credo che dobbiate vedere l’ultima fatica di Michaël R. Roskam perché senza ombra di dubbio Lang avrebbe applaudito durante e dopo la visione del film in questione. Soprattutto nel finale, un finale senza baci, un finale felice ma secco, duro come pochi. Finora non conoscevo nulla realizzato dal regista Michaël R. Roskam ma dopo ieri sera posso dire che sono rimasto folgorato dal suo modo di fare cinema. Basato sul racconto breve Animal Rescue di Dennis Lehane che ha co-firmato la sceneggiatura, The Drop – Chi è senza colpa è una storia criminale, è una lotta per conquistare e mantenere l’affetto di un animale prima e di una persona poi, è un colpo di scena continuo, è la storia di un uomo, di una donna e di un cane. Ma forse è la storia di tutti noi.
Il protagonista di questo noir moderno è Bob.
Bob Saginowski è un umile barman di Brooklyn meravigliosamente interpretato da Tom Hardy. Egli è un cattolico timido e solitario, un timorato, una persona fanciullesca che si rifugia in Chiesa quando può. Anche se in passato Bob è stato un criminale, oggi non rimpiange quei giorni e anzi sembra avere un segreto. E come se avesse un peso sulla coscienza, un peso che neanche Dio può togliere. A dimostrazione di ciò sono circa dieci anni che non fa la comunione e passa le sue giornate lavorando al bar di cugino Marv (James Gandolfini), l’ ex proprietario, che sfrutta il locale come copertura e come deposito di denaro sporco della mala cecena. Da subito capiamo quanto questi due personaggi siano diversi fra loro: Marv è freddo, è Paulie di Rocky riletto in chiave dark, ed aspetta l’occasione buona per far vedere quanto valga. Non ha dimenticato il suo passato e cova odio verso coloro i quali lo hanno spodestato dal suo trono anche se questo trono ha le sembianze di uno sgabello da bar. Marv ha perso il rispetto verso sé stesso, giorno dopo giorno legge l’insegna del bar con scritto il suo nome pur sapendo a chi appartenga davvero il locale dove lavora. Gli rode e vuole riconquistare quello che ha perso. Pianifica così di rubare il deposito crediti della mafia cecena presso il suo locale e il povero Bob sarà all’oscuro di tutto.
Nel mentre entrano nella vita del silente Bob un cucciolo di pitbull e Nadia, interpretata dalla bella e brava Noomi Rapace, una donna dal passato problematico che, proprio come Bob, vive sola e cerca la felicità. Il nostro barman inizia a frequentarla ma qualcuno “marca il territorio”, quel qualcuno è Eric Deeds un pazzo omicida (?) che rivendica la proprietà su Nadia e sul pitbull trovato in un cassonetto vicino casa della ragazza. Il pitbull animale fiero, forte, spesso dipinto come bestia violenta nel film rappresenta l’innocenza. È lui la vera vittima all’interno dell’opera firmata Roskam, nel film rappresenta la ricerca della normalità e di una felicità momentanea. Per Bob il cucciolo è come un figlio, gli offre una casa, una protezione e gli dà un nome: Rocco. Rocco, che è come un bambino, è l’unico vero innocente, è l’unica vera vittima, gli altri sono tutti complici.. compreso Bob. Per l’intero film, da buon cattolico quale lui è, Bob cerca di appianare la situazione e mentre porge l’altra guancia, cerca di fare buone azioni e di restare calmo ma le cose precipitano in una escalation di violenza verbale/fisica. Allo spettatore rimane da farsi una sola domanda: quale segreto nasconde il nostro barman ?
Ultimo film di James Gandolfini quello che si presenterà ai vostri occhi, qualora scegliate di vederlo, è un noir dove lo spettatore si muove fra rapine a mano armata, racket ceceni, indagini poliziesche, Chiese rivelate da agenzie immobiliari; The Drop è un’opera nella quale poliziotti troppo svegli spesso sono impediti di agire come vorrebbero dalla legge, nella quale l’animo umano e la religione trovano il posto che meritano. I personaggi sono ambigui, giusto e sbagliato si fondono il regista costruisce bene sia le atmosfere ma anche e soprattutto i personaggi che si alternano in questo bar di periferia. Da vedere assolutamente.

DonMax

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Chi è senza colpa: buon noir metroproletario / 30 Marzo 2015 in Chi è senza colpa

Buon noir metropolitano di, concedetemelo, sufficientemente efficace ambientazione proletaria, con quei sobborghi anonimi ed uggiosi da cui viene presto voglia di fuggire appena possibile tanto cari a Dennis Lehane (vedi Mystic River e Gone Baby Gone per credere), qui sceneggiatore, oltre che autore del racconto da cui è tratto il film.
Non conoscevo Michaël R. Roskam, il regista, ma -sulla fiducia- credo valga la pena recuperare il suo lungometraggio precedente, Rundskop, ancora con Matthias Schoenaerts.

Chi è senza colpa è una crime story claustrofobica non solo per via della circoscrizione geografica che sembra imprigionare i suoi protagonisti, ma soprattutto per via dei vincoli psicologici e morali a cui essi sembrano soggiacere.
Tom Hardy è abbastanza efficace nell’incarnare un giovane invero assai particolare, grosso come un armadio, ma discreto, timido, accomodante, indeciso su cosa fare di mani grosse come pale.
Il contrappunto che nasce tra la sua fisicità e le masse quasi puntuali, se messe a confronto con la sua, del cagnolino e di Noomi Rapace è notevole. La sua calma ed i suoi sguardi bassi ed obliqui nascondono palesemente qualcos’altro e l’attore inglese è bravo a gestire la doppiezza “naturale” del suo personaggio.
Il compianto Gandolfini se n’è andato lasciandoci con un ruolo da vigliacco disilluso, esecrabilmente ben reso. Poco riuscito il doppiaggio, benché sia stato affidato al “solito” De Sando: Marv non è italoamericano, eppure parla con cadenza à la Sopranos. Mistero.
A proposito di doppiaggio italiano, quello dei malavitosi russi, ahimé, è davvero risibile.

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un giorno ti presenterai a Dio e questi ti dirà “Non c’è posto per te!”” / 23 Marzo 2015 in Chi è senza colpa

Da quando Marv ha perso per debiti di gioco la proprietà del suo bar lui e suo cugino Bob tirano avanti un’esistenza anonima gestendo lo stesso locale diventato nel frattempo un punto di raccolta di denaro sporco destinato alla malavita locale .
Lo stile di Denis Lehane , da un racconto del quale esso è tratto e che ha cooperato anche per la sceneggiatura , si avverte continuamente in un lavoro cupo, vagamente claustrofobico , dove in omaggio al titolo c’è un solo personaggio “normale” e senza colpe (la cui identità lascerò scoprire a voi …) , dove nessuno è veramente come appare , e dove alla fine il male sembra trionfare.
James Gandolfini , in questa sua ultima interpretazione prima della prematura scomparsa , spicca in un cast in cui Tom Hardy , peraltro a mio giudizio penalizzato da un doppiaggio non all’altezza , non mi è parso del tutto convincente .
Ma questo resta un parere del tutto personale ed il film , ben diretto da Michael Roskam , merita di essere visto.

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