Recensione su Driver, l'imprendibile

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DRIVER, LO STILIZZATO / 27 gennaio 2017 in Driver, l'imprendibile

Walter Hill è uno dei massimi esponenti del sotto genere Neo-Noir e Hard boiled.
“Driver” presenta una sceneggiatura insolitamente intricata per un film di Hill (generalmente lineari) ma che risulta tutto sommato secondaria rispetto alla bellezza delle scene adrenaliniche con cui è impreziosito.
Hill crea personaggi privi di nome (il cowboy, il detective, la giocatrice) così da spersonalizzarli del tutto e renderli archetipi classici facilmente identificabili.
A livello di scrittura non tutto fila via liscio. I dialoghi sono leggermente insipidi e lenti, la struttura non sempre risulta lucida, ma nel complesso la storia si segue volentieri. Certo, la giocatrice è più un personaggio di corredo e il detective sembra avere totale potere decisionale durate la “caccia” ma in questo tipo di racconto ci si può passare tranquillamente sopra (con l’auto).

Sicuramente uno dei picchi più alti del cinema di genere americano…che genererà numerosi cloni. Alla luce di quanto visto in questo film direi che “Drive” di Refn sembra praticamente un remake.

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