Recensione su The Dreamers

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Oltre l’eros / 19 Luglio 2017 in The Dreamers

Ne avevo sentito parlare così tanto solo per i suoi contenuti piccanti da averlo sempre snobbato. Mi sbagliavo, e si sbagliano coloro che lo intendono come la storiella erotica di un mènage a trois! Quanto dolore nelle scene di sesso, quanta sofferenza dietro quei giochi; quell’appartamento parigino è un microcosmo affacciato sulla strada dove monta la rivolta, è una barriera fragile come un imene.
Questo film è una stupenda collezione di citazioni cinematografiche e uno sguardo intelligente sulle “rivoluzioni da salotto” di tanti giovani sessantottini. Michael Pitt è veramente un angelo dannato, come è stato Malcolm McDowell, un corpo recitante, il film è attorno a lui. Bravi la Green e Garrel che a questo punto sarei curioso di vedere nel recente biopic su Godard.

3 commenti

  1. Stefania / 19 Luglio 2017

    Io ci ho visto solo tanta nostalgia da parte di Bertolucci e, quindi, un’idealizzazione un po’ forzosa del periodo: fai bene a dire che c’è dolore, dietro il sesso praticato dai protagonisti, ma il loro struggimento mi è parso alquanto artefatto, caricato a molla. A posteriori, mi sento di dire che il ’68 è stato un periodo lucido e confuso allo stesso tempo (come un sogno, appunto) e questa confusione il film la rende bene. Ma c’è un eccesso di morbosità (riferita alla voglia di essere eroi e a un anticonformismo che inevitabilmente sa di programmato, non solo all’eros) che, per quel che mi riguarda e che può valere, mi ha un po’ inimicato il film. Attori bravi, niente da dire.

  2. paolodelventosoest / 19 Luglio 2017

    La morbosità la detesto anche io quando è inequivocabilmente rivolta a solleticare gli istinti più facili dello spettatore. Ma in questo caso io ho visto di più, ho visto lo schock di quel bacio tra la Green e Pitt (non dico altro per non fare spoiler, ma chi ha visto il film capisce subito) con il suo pesante carico simbolico; ecco ,per quanto mi riguarda l’esposizione dei corpi in questo film pareggia l’Arte, tanto quella classica (la Venere di Milo) quanto quella più moderna e provocatoria

    • Stefania / 19 Luglio 2017

      Come ho scritto, non è tanto l’eros a farmi considerare morboso (per estensione, ammorbato) il film: è la pretesa idealizzazione di un falso eroismo che ho trovato “pesante”. Di corpi nudi e ménage con risvolti incestuosi è pieno il cinema, Bertolucci non ha fatto nulla di discutibile, in questo senso, e non è questo che rimprovero al film, diciamo 🙂 Questo per dire che sono d’accordo con te sul fatto che di questo lavoro non bisognerebbe parlare necessariamente del sesso più o meno mostrato, perché di spunti, pro e contro, ne offre diversi e di più interessanti.

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