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Il cacciatore

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Il cacciatore
Il cacciatore

Tre giovani amici partono dalla Pennsylvania per il Vietnam. Ritorneranno logorati nel corpo e nell'anima.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Deer Hunter
Attori principali: Robert De NiroJohn CazaleJohn SavageChristopher WalkenMeryl StreepGeorge Dzundza, Rutanya Alda, Pierre Segui, Amy Wright, Richard Kuss, Joe Grifasi, Dennis Watlington, Shirley Stoler, Chuck Aspegren, Mary Ann Haenel, Mady Kaplan, Paul D'Amato, Christopher Colombi Jr., Victoria Karnafel, Jack Scardino, Joe Strnad, Helen Tomko, Charlene Darrow, Jane-Colette Disko, Michael Wollet, Robert Beard, Joe Dzizmba, Stephen Kopestonsky, John F. Buchmelter III, Frank Devore, Tom Becker, Lynn Kongkham, Nongnuj Timruang, Po Pao Pee, Dale Burroughs, Parris Hicks, Samui Muang-Intata, Sapox Colisium, Vitoon Winwitoon, Somsak Sengvilai, Charan Nusvanon, Jiam Gongtongsmoot, Chai Peyawan, Mana Hansa, Sombot Jumpanoi, Phip Manee, Ding Santos, Krieng Chaiyapuk, Ot Palapoo, Chok Chai Mahasoke
Regia: Michael Cimino
Sceneggiatura/Autore: Michael Cimino, Deric Washburn
Colonna sonora: Stanley Myers
Fotografia: Vilmos Zsigmond
Costumi: Eric Seelig
Produttore: Michael Cimino, Michael Deeley, John Peverall, Barry Spikings
Produzione: Gran Bretagna, Usa
Genere: Drammatico, Guerra
Durata: 183 minuti

Capolavoro / 22 Agosto 2016 in Il cacciatore

La recente scomparsa di Michael Cimino è stata un’occasione per rivedere questo film, a dir poco il suo capolavoro e, a mio parere, uno dei migliori film di sempre. Un film che trae enorme forza in praticamente ogni ambito, dalla regia, alla narrazione, alla caratterizzazione dei personaggi ed alla recitazione straordinaria degli attori, De Niro e Walken su tutti. Scene memorabili come quella del biliardo, della battuta di caccia, della roulette russa e quella finale, tanto per citarne giusto qualcuna, ti colpiscono e ti fanno sentire in prima persona il film. Un film tra l’altro diverso dal solito, che non definirei di guerra, ma sulla guerra, e soprattutto sulle difficoltà, i problemi e la perdita della sanità mentale di chi ha affrontato situazioni come quelle che vedete nel film (e purtroppo, realmente successe, ovviamente). Altra tema portante decisamente di rilievo in questo film, almeno per me, è quello dell’amicizia. Un film capace di divertire, emozionare, commuovere, lasciare atterriti e sconvolti. Un capolavoro come ne escono pochi. Il top della carriera di Cimino, che non riuscirà più a fare un capolavoro clamoroso come questo, ma del resto, è cosa tutt’altro che facile. Un ultima battuta sul cast, che, oltre ai fantastici De Niro e Walken (Oscar come miglior attore non protagonista, uno dei 5 Oscar vinti dalla pellicola) vede la presenza anche di John Savage, che finisce con loro in guerra. Ci sono anche Meryl Streep, alla sua seconda apparizione cinematografica, che già dimostrava grandissime capacità e John Cazale, che purtroppo, anche se riuscirà a completare le riprese, non vedrà mai il film, in quanto malato di cancro e morto prima dell’uscita.

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Un colpo solo…. / 3 Giugno 2013 in Il cacciatore

Con questo straordinario film sembra davvero che Michael Cimino avesse a sua disposizione un colpo solo, un solo colpo da sparare senza però poter fallire. E così è stato. Un’opera infallibile, sotto tutti i punti di vista, Cimino racconta una storia enorme, una storia di gente comune, e lo fa con una sicurezza e fermezza esemplari, mostrandoci uno spaccato di vita di questi semplici operai metallurgici, catapultati dalla spensieratezza delle loro vite, fra bevute interminabili, battute di caccia e chiacchiere varie, le semplici chiacchiere che si fanno fra amici, agli orrori massacranti della sporca guerra, la guerra nel Vietnam. Non è però un film di guerra, assolutamente no, è un film altamente sociologico, su ciò che la guerra lascia in eredità agli uomini, sul loro personale percorso di vita, quella vita che dopo un simile trauma non potrà mai più essere la stessa. Un film troppo grande ed emozionale per poter essere recensito adeguatamente, spiazzante e controverso, forse il film che meglio racconta cosa il Vietnam ha rappresentato per gli States e per la loro popolazione, piegata, spezzata da tale catastrofe. Michael, Nick e Steven, rispettivamente interpretati da Bob de Niro, Cristhopher Walken e John Savage, sono i tre amici che partiranno per servire la loro patria, con Steven fresco di matrimonio e di un ridondante ricevimento nuziale, nel quale quella goccia di vino rosso versato sul vestito della sua sposa, lascia presagire la tragedia, o, per meglio dire, le tante tragedie venture. Ne torneranno, chi un modo chi ne l’altro, distrutti, fisicamente ed emotivamente, qualcuno di loro non tornerà affatto. Il post guerra è la parte realmente più sofferente, dolorosa, forse più della sequenza bellica centrale, nella quale assistiamo all’atroce e famigerata roulette russa. Ciò che avviene nel momento del loro rientro a casa è la chiave del film, l’incomunicabilità ferrea di Michael, il più forte del trio, l’idealista, il rifiuto di Steven nel tornare alla sua abitazione, dalla moglie e dalla madre e lo spettro di Nick, rimasto fisicamente e mentalmente agli orrori che ha vissuto, ormai prigioniero dei suoi fantasmi. L’incomunicabilità, si, come spiegare cosa si è vissuto a chi non lo ha vissuto e farglielo comprendere? Quasi impossibile, la guerra non si racconta purtroppo, per chi l’ha fatta è inspiegabile per chi non l’ha fatta sarà incomprensibile. Un conflitto bellico lascia strascichi, è chiaro, cambia le persone, le ribalta, in alcuni casi le annienta e Cimino questo lo sà, lo mostra e lo trasmette a noi spettatori, insegnandoci che ogni conflitto bellico è doloroso e tragico, sia per chi combatte e muore che per chi combatte e sopravvive, ma anche per chi non combatte e attende a casa, ritrovandosi poi a dover vivere due esistenze, una per sè e un’altra di supplemento, per un proprio fratello, marito o amico ormai devastato nell’animo. Un film epocale, totale, definitivo, con magistrali interpretazioni di Robert De Niro, Critstopher Walken, John Savage, del compianto John Cazale e di una giovanissima Meryl Streep. Da vedere!

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20 Novembre 2012 in Il cacciatore

Al solo ascoltare quell’arpeggio di chitarra classica il cuore mi si riempie di malinconia (il brano è Cavatina, di Stanley Myers). La scena di De Niro che chiede al tassista di proseguire, eludendo la festa di bentornato, per finire da solo nella stanza di un motel, era una delle sequenze che più mi erano rimaste impresse, dall’ultima volta che vidi questo film. Per inciso: questa è una delle scene mutuate dal capolavoro sul reducismo che sta alla base di questo film, ovvero il magnifico I migliori anni della nostra vita di William Wyler. Non ho alcun dubbio sul fatto che Cimino gli sia debitore, per quanto abbia avuto di gran lunga maggior successo.
Per me De Niro qui è ai vertici della Recitazione, mentre di Walken ritengo immortale solamente l’espressione del viso. Meryl Streep non ha bisogno di rinnovati complimenti, lei è molto semplicemente la Dea di Hollywood.

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Un colpo solo / 10 Aprile 2011 in Il cacciatore

La guerra non è solo quella sul campo arso dagli spari. Il Cacciatore è il ritratto della guerra alternativa, invisibile agli occhi dei più ma profondamente sconvolgente e distruttiva. E’ quella fatta di pensieri e relazioni, lacerazioni nell’anima che non potranno risanarsi mai.

28 Febbraio 2011 in Il cacciatore