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The Decline of Western Civilization part II: The Metal Years / 5 settembre 2014 in The Decline of Western Civilization Part II:The Metal Years

Mi ero sempre tenuto alla larga da questo film-documentario un po perché avendo visto alcuni spezzoni su You Tube lo consideravo patetico e superficiale,e un po perchè comunque non lo avevo mai trovato online per intero.Oggi invece l’ho trovato e ho voluto dargli un opportunità.
The Decline of Western Civilization part II: The Metal Years è un interessante film-documentario sulla scena metal della Los Angeles di metà anni 80,che vede la partecipazione di molti artisti e molte band dell’epoca,famose o meno,come ad esempio: W.A.S.P,London,Aerosmith,Ozzy Osbourne,Lemmy dei Motorhead,Megadeth,Paul Stanley e Gene Simmons dei Kiss,Faster Pussycat,Odin e tanti altri.
Inizio dicendo che l’idea da parte della regista (Penelope Spheeris) di fornire uno spaccato sulla Los Angeles di metà anni 80 e sulla sua relativa scena metal,con un occhio particolare per la scena Glam,era buona,anzi buonissima…sulla carta.Dico “sulla carta” perché in realtà pur risultando interessante a volte scade nel patetico,un po per colpa della regista che volutamente pone l’accento sugli aspetti più…come dire…superficiali e ridicoli dell’essere metallaro,e molto per colpa degli intervistati stessi.
Probabilmente era proprio il mondo del metal di quel periodo ad essere così superficiale,soprattutto quello Glam. Un mondo fatto si di grande musica,di grandi band,di concerti stellari,di ragazzi che si facevano letteralmente il c**o per arrivare in alto ma…dall’altra parte era un mondo pieno di alcool,feste e festini,ragazze usate come mero strumento sessuale,droghe ecc ecc.
Il momento più basso del film? beh alcuni spezzoni di interviste,come quella a Chris Holmes (W.A.S.P),un momento a mio modesto parere imbarazzante.Vedere questo ragazzo in piscina,completamente sbronzo mentre tracanna vodka come se fosse acqua minerale,con la madre comodamente seduta a bordo piscina ad ammirare il suo bambino…beh a me ha messo una grande tristezza.O come la stessa intervista ad un Ozzy palesemente fatto,in cucina intento a cucinare una non ben identificata pietanza.
In conclusione è un documentario che va visto,in un modo o nell’altro è comunque interessante,se non altro dà modo a me o a chi non era a Los Angeles in quel periodo di vivere,seppur da lontano,quelle atmosfere e quel mondo.

Menzione speciale per un ragazzo che inquadrato urla a squarciagola: “Cryptic Slaughtaaaaaaa”.idolo.

alla prossima 🙂

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