Recensione su I morti non muoiono

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Non è un film sugli zombie è un film sui film sugli zombie / 14 Febbraio 2020 in I morti non muoiono

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Premetto che non sono un grande conoscitore del genere horror e dei film sugli zombie, difetto quindi nel riconoscere gran parte delle citazioni inserite nel film. Però ho davvero apprezzato il film e il modo in cui Jarmush ribalta completamente il genere, utilizza gran parte dei cliche e dei meccanismi narrativi che caratterizzano molti film di questo genere e li stravolge completamente sia dal punto di vista narrativo che per quanto riguarda il ritmo. Dove dovrebbe esserci un ritmo caotico il ritmo è lento, nel momento in cui dovrebbe scoppiare il panico per ciò che accade nel diner non accade niente anzi gli attori ripetono tre volte la stessa azione e la reazione è identica comprese le loro battute (recitate con dei tempi comici che ho trovato perfetti al millesimo), proprio a sottolineare la banalità di molti film. Un altra scena che evidenzia questo aspetto è quella in cui Chloë Sevigny ha bisogno di essere rincuorata aspettandosi dai suoi colleghi frasi come “andrà tutto bene” o “è solo un brutto sogno” mentre Adam Driver continua a ripetere che non andrà per niente bene e continuerà per tutto il film.
Proprio per questo ho apprezzato anche l’utilizzo del linguaggio metacinematografico che si scopre piano piano durante la pellicola partendo dalla colonna sonora, passando per la battuta di Bill sull’improvvisazione fino alla definitiva rivelazione di Adam Drive sulla lettura dello script. Non vorrei azzardare troppo perché ripeto che non conosco benissimo il genere, ma immagino che il buon Jim per completare l’opera abbia inserito un messaggio volutamente banale e forse proprio per questo non banale. Questo non è un film sugli zombie è un film sui film sugli zombie.

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