2019

I morti non muoiono

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I morti non muoiono
I morti non muoiono

Poliziotti e abitanti di una cittadina di provincia americana si ritrovano a fronteggiare un'improvvisa invasione di zombie.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Dead Don't Die
Attori principali: Bill MurrayAdam DriverTilda SwintonChloë SevignySteve BuscemiTom Waits, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Sara Driver, Carol Kane, Iggy Pop, RZA, Selena Gomez, Austin Butler, Larry Fessenden, Sid O'Connell, Taliyah Whitaker, Jahi Di'Allo Winston, Eszter Balint, Maya Delmont, Kevin McCormick, Rosie Perez, Jodie Markell, Rosal Colon, Luka Sabbat, Sturgill Simpson, Charlotte Kemp Muhl, Alyssa Maria App, Monica Ayres, Carl Arcilesli, Lorenzo Beronilla, Justin Clarke, Mick Coleman, Joseph Davis, Tanya Garraghan, Lexa Hayes, David Hilfstein, Talia Khan, Anastasia Veronica Lee, Jonah Marshall, Julia Morrison, Deneane Niebergall, Oliver Patnode, Wayne Pyle, Willoughby Pyle, Thomas Racek, Jerry Schroader, Jude Selenis, Dorothea Swiac, Vinnie Velez, Sophia Menja Weinman, Willis Williams
Regia: Jim Jarmusch
Sceneggiatura/Autore: Jim Jarmusch
Costumi: Catherine George
Produttore: Carter Logan, Joshua Astrachan
Produzione: Usa
Genere: Commedia, Horror
Durata: 104 minuti

I morti non muoiono, il film è defunto / 8 Luglio 2019 in I morti non muoiono

Tra film, serie tv, fumetti e videogiochi, quello della “zombie apocalypse” è forse il genere più abusato. Normale nel 2019 averne le palle piene, ma Jarmusch – da snob qual è – se ne infischia e butta fuori una commedia (che incredibilmente non diverte mai) mista ad horror (che non ha né ritmo né momenti di tensione). Il buon Jim si destreggia tra due generi fallendo su entrambi i fronti. Insomma, se neanche Bill Murray riesce a strapparti un sorriso, significa che hai fatto davvero un pasticcio. I morti non muoiono è una sorta di mix dei film precedenti di Jarmusch con un cast stellare. Il problema è che i personaggi sono scritti davvero male (salvo solo lo zoticone Buscemi e forse la Swinton, che in lingua originale avrebbe probabilmente avuto il suo perché). Nessuno dice mai qualcosa di divertente. Nessuno fa mai qualcosa di interessante. Non c’è un solo dialogo memorabile. Tra espedienti metacinematografici, in cui ad esempio lo stesso regista si fa dare dello stronzo da Murray (giustamente aggiungo io) e citazioni di film horror, l’opera scorre via lenta tra sbadigli e scene viste in milioni di film. Romero – fosse vivo – potrebbe chiedere i diritti. Pure il messaggio anti-consumismo è rubato dalla sua saga zombesca. Eppure di ottime commedie con i non morti ce ne sono: L’alba dei morti dementi, Benvenuti a Zombieland e Planet Terror su tutte. Il cineasta statunitense avrebbe dovuto prendere appunti da lì. Un voto in meno per la sparata su Nintendo e il Game Boy: anche in questo caso bersaglio sbagliato alla grande.

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Tragedia surreale / 6 Luglio 2019 in I morti non muoiono

Questo è un film pienamente jarmusch-iano, perlomeno nel ritmo blandissimo del racconto e nei modi con cui Jim Jarmusch ha deciso di raccontare al pubblico il suo punto di vista sulla situazione della società contemporanea, con particolare riguardo agli Stati Uniti.
Perché questo deve essere chiaro da subito: I morti non muoiono è un horror sia nella forma che nei contenuti (e non parlo della presenza degli zombie e dei dettagli splatter), ma non è un horror canonico (come, d’altronde, non lo erano i film di zombie di George A. Romero, qui iper-citato, o gli horror sociopolitici di Carpenter). L’uso della metafora è esplicito e lampante e so bene che non dico niente di nuovo, nel sottolinearlo.
Jarmusch non ha una grande simpatia per l’edonista società dei consumi e prova a rappresentare questo disprezzo con un film bizzarro e interessante, anche se non sempre centrato.

Il parallelismo tra morti che ritornano in vita perché non vogliono morire e morti che camminano sulla Terra senza sapere di essere morti (dentro) è abbastanza semplice e lineare e, secondo me, non desta particolare interesse.
Quel che colpisce, invece, è il cinismo di Jarmusch che, in questo film, non lascia scampo a nessuno (se non agli alieni e ai vagabondi), neppure ai bambini. Per lui, chiunque abbia avuto esperienza di un appagamento di desideri materiali attraverso il sistema capitalistico sembra destinato alla dannazione. Apocalittico.

In questo senso, mi pare che I morti non muoiono si riallacci bene agli ultimi due film di fiction di Jarmusch, Solo gli amanti sopravvivono (2013) e Paterson (2016).
Il filo conduttore dell’ideale trittico (non so se questa trinità cinematografica fosse davvero nelle intenzioni di Jarmusch, intendiamoci) è l’atarassia, la democrita ed epicurea assenza di agitazione a favore di una completa pace dell’anima. I vampiri del primo film e l’autista di bus del secondo hanno molto in comune con l’eremita dei boschi di quest’ultimo lavoro.
Tutti trovano intima soddisfazione nella contemplazione e nel godimento della bellezza. Arte, musica e letteratura: i vampiri. Quotidianità, cascate, poesie e risvegli abbracciati alla propria fidanzata: l’autista. Vita a stretto contatto con gli aspetti più primitivi della Natura: l’eremita.
Tutti questi personaggi sembrano alienati, perché differiscono dalla massa per via dei loro stili di vita, ma Jarmusch suggerisce che sono i più sani fra tutti quelli che circolano sul pianeta. Marziani escusi, ovviamente.

Quel che, forse, nel film non gira a pieno regime è l’elemento comico, affidato perlopiù alla pur brava coppia Bill Murray-Adam Driver e a una gelida Tilda Swinton (che, nella versione originale del film, parla con accento scozzese, che pare sia una specie di cliché comico, negli USA). Ma, in fondo, questa è una tragedia. Surreale (anche per via della chiave di lettura metafilmica suggerita dal personaggio di Driver), ma pur sempre una tragedia. E ci siamo dentro tutti fino al collo.

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