Recensione su La Torre Nera

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Il voto sarebbe un 3.5 / 14 agosto 2017 in La Torre Nera

Ero un pò scettico ma curioso di capire come avessero cercato di adattare la saga della Torre Nera di Stephen King di 7 libri (e mezzo) in un filmetto di 90 minuti. E’ un pò come cercare di fare entrare 7
elefanti in una 500 oppure il piede di Ian Thorpe in una scarpa di un bambino. Impossibile e infatti il film è una grandissima cavolata in cui sono state tagliate non solo parti importanti ma addirittura
un paio di personaggi fondamentali come Eddie e Susannah.
Siamo a New York dove il giovane Jake è tormentato da strani sogni di una torre; la madre e il patrigno vorrebbero affidarlo a cure psichiatriche. Lui scappa e grazie a un misterioso dispositivo si ritroverà in un mondo parallelo, il medio-mondo, dove conoscerà Roland (Idris Elba), l’uomo dei suoi sogni (detto così può suonare un pò ambiguo), l’ultimo pistolero rimasto a difendere la Torre Nera dall’attacco di uno stregone (Matthew McConaughey).
Se inizio a scrivere delle differenze o delle mancanze rispetto alla serie di libri, finisco tra un mese; quindi mi limito a citare quelle principali.
Come già detto mancano Eddie e Susannah che insieme a Jake formano la cricca di Roland; nessun riferimento al ka-tet (il gruppo di Roland) e al ka (destino). C’è solo una piccola parte nel Medio Mondo, mentre il grosso del film è a New York.
Idris Elba se la cava nei panni di Roland anche se avrei visto meglio un Viggo Mortensen (oltre che per il colore della pelle), discreto Matthew McConaughey nei panni dell’Uomo in nero e bravo anche il ragazzo che interpreta Jake.
Infine quasi un paradosso: chi non ha letto i libri di King non può apprezzare i riferimenti che compaiono all’interno del film (come il Re Rosso ma anche i frangitori e altro), ma chi ha letto King non può sicuramente apprezzare questo film.

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