Recensione su The Danish Girl

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Un tema particolare per un film ordinario / 23 Marzo 2016 in The Danish Girl

Ma come, mi dico: Alicia Vikander è fenomenale, Eddie Redmayne è bravo e certi set mi facevano voglia di andare a dipingere in Danimarca, eppure…
Eppure il film è un compito che se non avesse visto regista e cast in questione sarebbe probabilmente passato inosservato.
Non sono trans e non conosco trans di persona, ma la caratterizzazione di Lili mi è parsa tra l’improbabile e la macchietta. Per citare alcune delle cose che mi hanno infastidito: Gerda e Einar parlano di Lili come se fosse una terza persona, un gioco, un’altra personalità di Einar, e non come se Einar fosse di fatto Lili; Lili parla pochissimo, nel tirar fuori la donna che c’è in sé diventa passiva, remissiva, taciturna, e viene da immedesimarsi in Gerda perché Lili dà davvero poco allo spettatore; diventare Lili significa abbandonare la pittura, come se per poter essere donna dovesse abbandonare anche tutto quello che la rendeva uomo — peccato che la pittura non ti renda intrinsecamente uomo. Poi boh, magari sto dicendo solo un mare di caz**te e mi aspetto di essere smentito.
The Danish Girl tratta un tema delicato e particolare in maniera noiosa e ordinaria. Stupisce come la vera storia sia stata presa soltanto come spunto da inquadrare in un film edulcorato adatto a un pubblico di borghesi cisgender. Anzi, forse non stupisce affatto.

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