Recensione su The Danish Girl

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L’arte c’è, ma sfuma / 28 Febbraio 2016 in The Danish Girl

Sebbene il/la protagonista sia uno/a e quindi il focus lo abbiamo sullo stesso, ma in una pellicola necessitiamo un coinvolgimento, seppur minimo, anche dalle parti secondarie.
Riusciamo si a immedesimarci nel ruolo principale, ma ci perdiamo se nei frame non vediamo Redmayne, il che può risultare a tratti noioso.
Un’incredibile storia senza dubbio, che vien ben raccontata nelle due ore di film, sembrano calcare delle imperfezioni qua e là riguardo ad un montaggio disambiguo e scostante per certe situazioni, mentre più lungo per altre, una scelta che non ha creato il senso sperato di continuità visti i salti temporali intangibili.
Il voto piu’ che sufficiente lo prendono i costumi, le ambientazioni, i colori d’ogni scenario che si rifanno alle emozioni del protagonista e alla fine, ma di sicuro non per importanza, per Eddie Redmayne, validissimo concorrente agli oscar come miglior attore, che spero vincere vista la caratura che è riuscito a dare al film che altrimenti sarebbe parso particolarmente piu’ blando e distaccato dallo spettatore.

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