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Recensione su The Counselor - Il procuratore

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11 maggio 2015

Il Procuratore è un film girato da Ridley Scott e scritto da Cormac McCarthy che frana impietosamente fin dal suo incipit tra le lenzuola. Inutilmente verboso, pretenzioso e costituito da mille mila scene di 60 secondi attaccate una dopo l’altra senza una omogeneità di fondo e girate da uno Scott che inspiegabilmente si diverte a zoomare pian piano sui faccioni dei suoi attori impegnati a recitare aria fritta; tra un Fassbender completamente e sorprendentemente sottotono (ho trovato molto irritante che la sceneggiatura gli abbia riservato il privilegio di recitare 542 volte “Jesus”, “God”, “Jesus Christ” ), che toppa totalmente una tra le ultime scene, in teoria ricca di struggimento, in realtà sul filo del ridicolo, una Cruz esclusivamente accessoria, una Diaz male utilizzata per tutto il film per poi buttarla nella mischia sul finale (e no, della scena sulla Ferrari non c’era questo grande bisogno ai fini della trama) e tutta una serie di personaggi che fanno numero e che sono caratterizzati alquanto poveramente, la storia, di un pretestuoso davvero da applausi, procede per salti squilibrati, lasciando fin troppo da sbrogliare allo spettatore. Non c’è neanche una fotografia o una OST da esaltare particolarmente, quindi tutto quello che rimane è Michael Fassbender in completo, bello come il sole, non c’è che dire.

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