Recensione su The Conspirator

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L’insostenibile pesantezza di una mancata contestualizzazione. / 22 Novembre 2013 in The Conspirator

Bocciato.
Pur avendo compreso il desiderio di Redford di raccontare l’andazzo degli States contemporanei sfruttando un episodio fondamentale della Storia degli stessi, ho mal sopportato alcuni difetti evidenti della pellicola: scarsa contestualizzazione sociale (es.: si parla continuamente di “ribelli”, ma di chi si tratta, a conti fatti?), “buoni e cattivi” disegnati con l’accetta (presunti dubbi morali compresi), caratterizzazioni mediocri (salvo solo Robin Wright che conferisce palpabile dignità ad una donna letteralmente massacrata e tanto, tanto, tanto avrei gradito, in questo senso, un accenno alla condizione della Surratt in quanto donna, non solo in qualità di capro espiatorio).

Detto ciò, ho trovato pessimi anche i dettagli “di colore”: le luci di scena, nette come lame, che fanno scintillare tutte le superfici chiare come in una vecchia telenovela sudamericana; alcuni movimenti di macchina “fasulli” e ridondanti; attori apparentemente incoscienti di muoversi in un contesto “storico” (la scena in cui il Senatore Johnson parla attraverso la porta di un W.C. ad Aiken è una “modernizzazione” tirata per i capelli, sui cui ho perfino diversi dubbi filologici in relazione all’esistenza di quel tipo di stanze da bagno nel 1865… ma si tratta di fisime da architetto, pardon).

A discolpa degli attori, a questo proposito, attribuisco il danno agli sceneggiatori (o agli adattatori italiani) che hanno imbastito dialoghi caratterizzati da modi espressivi e tempi discorsivi assolutamente contemporanei, senza badare alle convenzioni dell’epoca, senza provare neppure per un attimo a giocare con le complessità verbali del tempo.

Avrei apprezzato decisamente di più, visto l’argomento, una messinscena “teatrale”, in cui gli accenni storici (costumi, scenografie, tecnologie…) fossero confinati sullo sfondo, quasi invisibili, per ridurre all’essenziale la questione, ponendola su un piano quasi esclusivamente morale e/o politico.

2 commenti

  1. signormario / 22 Novembre 2013

    Mi trovi perfettamente d’accordo. Anche sulle luci di scena 🙂 che sono l’aspetto del film che più mi è rimasto impresso (il che la dice lunga sul mio coinvolgimento): le candele GIALLE, la luce esterna BIANCHISSIMA… Se si è trattato di un effetto voluto, è comunque maldestro.

  2. Stefania / 30 Novembre 2013

    @signormario: temo fosse fortissimamente voluto 🙁

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