Recensione su The Company Men

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una finestra sul reale / 15 aprile 2011 in The Company Men

Forse un voto così alto questo film non lo meriterebbe, ma il fatto di averlo visto in un momento particolare mi ha fatto immedesimare parecchio nel protagonista.
E’ un ritratto veritiero di una crisi moderna, quella che ci troviamo a vivere ogni giorno. Dove il lavoro diventa un idolo irraggiungibile e una necessità impellente. E’ vero che il protagonista non fa l’operaio in un cantiere bensì il dirigente di una grossa società, ma che uno si trovi ad un estremo o all’altro dello spettro la mancanza di entrate si risolve nella stessa maniera. La vita si ferma, mentre il mondo continua ad andare avanti. La stasi improvvisa sembra una malattia, impossibile da concepire, la rinuncia a tutto ciò che costituisce la propria vita (dai vizi alle necessità) è una mattonata.
Qui i protagonisti sono tre, ognuno con una risposta diversa allo stesso tragico evento (sarebbero quattro se si considera il ruolo di Kevin Costner). E’ un buon cast, dominato da un Tommy Lee Jones sempre perfetto) e la storia è più che credibile.
Mi piace anche la locandina. cinque facce col naso all’insù ad osservare due funamboli in equilibrio sul nulla. Abbastanza rappresentativo.

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