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Recensione su Changeling

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Ghost-story con tutti i crismi / 8 luglio 2015 in Changeling

Changeling, ovvero lo scambio.
Ghost-story di impianto classicissimo: prendete una vecchia casa inabitata da anni, un improvviso e devastante lutto da superare, una medium e dei bambini. Mescolate tutto in quantità a piacere. Il piatto è pronto.

Il film di Medak non è indimenticabile dal punto di vista tecnico (il sonoro, per esempio, è inesistente e/o artificioso e, a conti fatti, l’architettura della casa non è mai pienamente disturbante) e narrativamente la pellicola è un po’ lacunosa (alcuni dettagli, se meglio sfruttati, mi avrebbero intrigata decisamente di più, vedi le reticenze ad affittare la magione, mai motivate da alcuno), ma dalla sua ha sicuramente il fascino quasi letterario, a tratti giallo, dell’impianto del racconto le cui chiavi di volta sono rappresentate dall’avidità e dalla vendetta, palesemente cieche ed ossessive.

Nota: il tuttofare della villa si chiama Mr. Tuttle esattamente come il suo corrispettivo in The Others. Non mi dispiace pensare ad un piccolo ma significativo omaggio di Amenábar ad un film a cui, per diversi motivi, è debitore il suo noto ed apprezzato lavoro del 2001.

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