Recensione su Quella casa nel bosco

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8 Marzo 2014

E’ molto difficile parlare di questo film, davvero molto difficile, è un film atipico che mi ha lasciato dentro una ridda di sentimenti molto contrastanti.
A prima vista potrebbe sembrare il classico film alla “Venerdì 13” o alla “Non aprite quella porta” o, meglio ancora, a “La casa”(e infatti il regista, l’esordiente Drew Goddard, si rifà molto al film di Sam Raimj), ma è qualcosa di ben diverso e di molto più complesso e paradossale.
L’inizio segue i soliti cliché, cinque ragazzi stereotipati(l’aitante ragazzotto tutto muscoli, la biondona facile, il bruttino intellettuale, il fattone tutto “peace e love”, la brava ragazza), un luogo isolato e maledetto(un misterioso bosco in cui si nasconde la minaccia), tutto sembra condurre al classico film horror ma ben presto la situazione si rovescia completamente, trasformando il classico film dalle inquietanti presenze in una ridda di orrore capace di impallidire anche un Lovercraf(gli ultimi venti-venticinque minuti del film sono qualcosa di terribile e di assurdo per me).
Un horror completamente stravolto rispetto a quelli che sono i canoni tipici del genere, devo dire una bella scommessa da parte di Goddard, esordiente al cinema ma con anni di “regia televisiva” alle spalle(è stato sceneggiatore di serie cult come Buffy-l’ammazzavampiri, come “Alias” e soprattutto come “Lost” dal quale ha attinto a piene mani per questo suo film), scommessa che, a quanto mi è sembrato di vedere, è riuscito a vincere alla grande.
Sostanzialmente buono il cast al quale si alternano volti conosciuti come Richard Jenkins e Chris Hemsworth a sconosciuti come Kirsten Connolly(da menzionare anche, in una piccola parte, la sempreverde Sigourney Weaver).
Un ottimo film ma soprattutto originale, qualità questa, al giorno d’oggi, purtroppo quasi sconosciuta a Hollywood.
Come l’ha definito qualcuno “un manualetto dei film horror”, un film che, con intelligenza e ironia, strizza l’occhio a un genere oramai troppo abusato a Hollywood.

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