Recensione su The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca

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3 Gennaio 2014

The Butler pretende di pennellare cinquant’anni di storia americana da molteplici angolazioni: quella passiva di Cecil, quella viscerale e controversa della sua famiglia, quella incerta e attiva dei presidenti. Forse troppa carne al fuoco? Le circostanze si susseguono in maniera didascalica, meccanica e confusionaria, i personaggi risultano eccessivi ed entrano/escono dalla narrazione con una semplicità disarmante. Sì, decisamente troppa carne al fuoco.

Hollywood sta assistendo ad una nuova ondata di (esimio) cinema nero antirazziale: basti pensare a The Help, Django Unchained, 12 Years A Slave e Fruitvale Station solo nell’ultimo biennio. The Butler, a confronto, risulta parzialmente superato e semplicistico, con una morale conclusiva che puzza di vecchio e preconfezionato per gli Oscar. Un personaggio così allettante e peculiare, in mano ad un regista più ardimentoso e sagace (non simpatizzo per Daniels dai tempi di Precious), avrebbe acquisito maggiore smalto, verve e tatto. La pellicola contiene comunque momenti di pregiato cinema, in particolare la sceneggiatura trova fulgore nei momenti familiari di quotidianità. Encomiabili performance da parte di Forest Whitaker e Oprah Winfrey.

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