Recensione su The Box

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Si poteva fare di più. / 13 Febbraio 2016 in The Box

Un mezzo passo falso per il regista del sorprendente Donnie Darko. Tratto da un racconto di Richard Matheson, il film parte subito bene con una storia angosciante(decidere della vita di un altro essere umano), resa ancora più inquietante dall’ambiguità e dall’orrenda deturpazione del personaggio interpretato da Frank Langella.
La ricostruzione storica di fine anni’70 è notevole, così come l’uso della fotografia, tutta incentrata su colori dalle tonalità smorzate, ma alla fine il film si perde un po’ nel tentativo del regista di voler dare una spiegazione logica ai tanti fatti surreali che si susseguono, andando così a impantanarsi tra metafisica, religione, libero arbitrio, moralità e cupidigia dell’essere umano e filosofia.
Peccato perché poteva essere davvero qualcosa di superlativo come lo fu a suo tempo “Donnie Darko”, ma nonostante questo lodo ancora una volta la bravura di questo regista, anche se in questo caso si tratta di un’occasione sprecata.
La sequenza della biblioteca è quanto di più grottesco abbia visto in vita mia.

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