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Recensione su Storia di una ladra di libri

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Davvero? / 25 luglio 2014 in Storia di una ladra di libri

“Adesso succederà QUEL qualcosa” mi chiedo dopo un’ora dall’inizio della visione. Il contesto ce l’ho: Germania, Seconda guerra mondiale.. dovrebbe bastarmi. Ma davvero posso accontentarmi della solita tiritera “tedeschi cattivi, americani buoni” per apprezzare la sceneggiatura di un film? Proseguo e attendo la svolta, quel momento in cui la protagonista, giovane ladra, ruberà per salvarli quei libri proibiti, che rischiano di essere distrutti. E li salverà perché ne comprende il valore, e capisce e sa che la guerra è assurda e che non miete solo vittime umane ma uccide anche la fantasia, la cultura, le tradizioni di popoli interi. E invece no, 131 minuti di film e io questo non lo sento, non nella forza che mi aspetto, non con quella incrollabile convinzione che questo è giusto.
In definitiva “Storia di una ladra di libri” mi ha lasciata piuttosto indifferente, non è riuscito a coinvolgermi emotivamente come avrei voluto. E’ sicuramente ben fatto, ben ambientato e gli attori sono innegabilmente bravi. Ho apprezzato molto, perché è davvero umano, vero e toccante, il rapporto tra Liesel e la madre adottiva Rosa che comunicano e si amano al di là delle parole ma attraverso sguardi e piccoli gesti, in una sorta di codice segreto a cui nessuno ha accesso.

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