Recensione su Bling Ring

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5 Ottobre 2013

Su questo film è stato già detto di tutto; per quanto mi riguarda trovo che Coppola abbia fatto un buon lavoro, coerente con le sue opere precedenti, il suo stile nel raccontare è unico ed originale. Al centro della sua attenzione ci sono sempre loro: persone annoiate, svuotate da qualsiasi emozione, apatici, rassegnati in una vita di apparenze. Il tocco pop delle musiche e le inquadrature iniziali di gioielli, vestiti, cosmetici, specchi, luci, ricorda molto il suo, a parer mio, capolavoro “Marie Antoinette”, che coinvolgono lo spettatore, lo intontiscono, gli presentano questo mondo dal punto di vista dei protagonisti, facendogli quasi venir voglia di farne parte. Ma ancora una volta il suo racconto è spietatamente imparziale, tutto sembra procedere in modo autonomo ed indipendente, i personaggi purtroppo sono fin troppo realistici (“Facciamo una foto?” “Facciamo una foto con il drink in mano?” eeh sì, siamo ridotti così). La superficialità e la piattezza della trama è ovviamente voluta, dopotutto si parla di adolescenti con una noce di paillettes come cervello, cosa ci si può aspettare? Il ruolo della Watson non mi sembra abbia prevaricato quello della Chang, che interpreta Rebecca, la cui figura di leader del gruppo è piuttosto chiara, è onnipresente solo nel trailer per attirare spettatori. Sebbene non ci faccia ben sperare riguardo le future generazioni, Sofia Coppola è una dei pochi registi che ha capito davvero lo spessore della nostra inconsistenza.

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