Recensione su Bling Ring

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9 Settembre 2013

Il mio problema con questo film nasce dall’essermi letto l’articolo di Vanity Fair su cui si basa: la scoperta allucinante è che pochissimo di quello che c’è nel film è inventato. Fondamentalmente Sofia Coppola ha preso i dialoghi dalle registrazioni delle interviste e addirittura dal reality che Alexis (la controparte reale del personaggio di Emma Watson) ha cominciato a girare poco prima di essere arrestata e che di conseguenza ha seguito il suo processo. L’impressione è che ci si sia fermati solo a questa riproduzione della realtà, come se bastasse far ripetere agli attori le battute e i gesti di una banda di criminali per avere un film su una banda di criminali.
È un film che ruota attorno al vuoto delle vite dei privilegiati, all’ossessione per le celebrità e per gli oggetti di valore e nel caso specifico attorno all’interrogativo sul bling ring (com’è che questi ragazzi sono arrivati a tanto, che mentalità c’è dietro?), ma la Coppola non dà risposte, non cerca profondità nei personaggi. Oltre a qualche scena che facesse da collante credo che non abbia inventato/scritto molto di suo pugno.
È come guardare un documentario o leggere un articolo di cronaca. Sì, interessante, ci sta tutto un “riflettiamo sulla nostra società materialista”, ma questo non è un documentario, è un film e in quanto tale mi aspetto che perlomeno ci provi a dare delle risposte e a sviluppare i personaggi.
Ha dei bei momenti, ma insomma, non è niente di che.

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