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Recensione su The Blair Witch Project

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29 giugno 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

E’ doveroso per me fare una premessa, non sopporto questi filmini fatti in casa e fatti passare per innovazioni cinematografiche, le detesto letteralmente, per me il cinema è un’arte e come tale va trattata, ha delle regole da seguire, ha bisogno, per una sua buona riuscita, di dati elementi(un regista, uno sceneggiatore, uno scenografo, dei tecnici, dei costumisti, degli attori e compagnia cantante) e se non si hanno i mezzi per procurarsi tutto ciò è meglio lasciar perdere, dedicarsi ad altro(un videoclip musicale per esempio, o uno spot pubblicitario o dei bei documentari, cosa di cui il nostro paese necessita), perché, detto con franchezza, non sopporto l’idea di pagare un biglietto(che è diventato pure salato di questi tempi) per vedermi il filmino fatto in casa, per quello basta che mi compro una telecamera e me l’installo sul p.c. o sul televisore di casa, non c’è bisogno che mi paghi un biglietto per vedere una cosa che posso fare pure da casa mia, è una cosa che non concepisco proprio.
Premesso questo, dopo la prima mezz’ora volevo scappare(eh si, sono una delle poche persone che, a distanza di quasi quattordici anni dalla sua uscita al cinema, non è ancora riuscita a vederlo la prima volta), ma la mia innata curiosità mi ha spinta a proseguire fino alla sua non-fine.
Che dire, mi associo a tutti quei critici che l’hanno definito uno dei tanti furbi fenomeni commerciali degli ultimi tempi, la trama è senza dubbio originale e fuori dal comune(e questo per me è l’unico suo aspetto positivo), ma per il resto non è davvero un granché, anzi.
A quel che ho letto questo film è stato uno dei più spaventosi della storia del cinema, sembra che in America abbia terrorizzato il 90 % degli spettatori in sala(a quanto pare sono quasi tutti scappati prima di arrivare alla fine), a me invece non ha sconvolto più di tanto(eh si che sono un tipo piuttosto impressionabile), anzi mi ha decisamente annoiata, non ho visto nessun colpo di scena, nessun coinvolgimento, nessun pathos(se non quando si ode la voce del ragazzo scomparso che chiama i suoi amici).
Secondo me si è cercato solo di fare dei soldi facendo leva sulle paure ancestrali dell’uomo(il bosco, l’antica leggenda della strega, le voci notturne, i fantasmi, tutte cose viste e riviste, tra l’altro).
Il finale poi mi ha lasciato interdetta(per me la strega è l’amico che ha attirato gli altri due nella casa e poi li ha uccisi), assolutamente senza senso, quasi fosse un finale inventato così su due piedi.
Prodotto furbo, che è servito al regista per racimolare un po’ di soldini, ma che non lascia nulla allo spettatore(almeno per me è stato così).
I film horror sono ben altri, questo è solo uno pseudo-filmetto che cerca, senza riuscirci, d’imitarli.

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