Recensione su La grande nebbia

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La grande nebbia: / 6 giugno 2015 in La grande nebbia

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Posto che Ida Lupino sia stata un’importantissima precorritrice (regista, attrice e donna nella Hollywood maschilista degli anni Cinquanta) e che questo film affronti in maniera delicata più di un paio di questioni complesse quasi tabù all’epoca della realizzazione (l’adozione, la crisi di coppia, il conflitto tra due donne, il divorzio, tra questi), ho trovato il film poco incisivo, probabilmente perché, stando alle premesse offerte dalla trama, immaginavo che avrebbe avuto un risvolto noir che, al contrario, non esiste affatto.

Benché l’idea di partenza (un uomo davvero normale è in grado di architettare una frode complessa come quella della bigamia) ed il finale (le antagoniste sembrano non odiarsi ma comprendersi a vicenda in una tacita alleanza di genere, la signora Grahame appoggiata allo stipite della porta sembra porsi in attesa del marito lasciando pensare allo spettatore che, forse, lo accoglierà nuovamente in casa) siano interessanti, il tono generale del film è troppo versato ad un mélo convenzionale per riuscire a convincermi appieno.

Nota: il titolo italiano del film è assolutamente privo di significato e di qualsivoglia riferimento al film. Ho letto in Rete che potrebbe trattarsi di una vera e propria svista dei distributori italiani: il titolo originale è The Bigamist e pare che, strada facendo, sia andata perduta una “a”. La traduzione letterale di The Big Mist, infatti, corrisponderebbe al titolo nostrano.

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