Recensione su The Big Kahuna

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5.5-6 / 17 febbraio 2014 in The Big Kahuna

In tutta sincerità la visione di questo film non mi ha lasciato particolarmente soddisfatto. Che abbia un impianto teatrale è chiaro: 3 attori sulla scena (che altro non è che una stanza d’albergo), uno giovane e idealista, uno spietato ed utilitarista e uno più anziano e filosofico. 3 generazioni a confronto, 3 modi di intendere la vita, il lavoro, l’amore e l’amicizia e la fede (in Dio o in un’ideale).
Il problema è che lo scontro tra i tre non è particolarmente illuminante. Risentendo soprattutto ciò che dice De Vito alla fine il film inizia a prendere una sua piega ma per buona parte è tutto un pò azzardato, lasciato in superficie, o meglio, lasciato nelle mani della verve di Spacey (che in questi ruoli da il meglio di sè – vedi Il prezzo di Hollywood, Americani e Casinò Jack) e di De Vito (il migliore del trio).
Ma non basta. La sceneggiatura è buona ma non sferza mai i contenuti, ci gira intorno, ci gioca ma non li definisce. Ci sono un sacco di frasi buone per citazioni ma poca sostanza alla base (la diversità di vedute si risolve in una banalità).
Per ora rimango scettico. proverò a rivederlo per capire se una seconda visione offre qualcosa di più.

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