Recensione su Avengers: Age of Ultron

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Cosa c’è dietro il polverone? / 29 aprile 2015 in Avengers: Age of Ultron

Sicuramente non un film all’altezza degli altri (e per altri intendo The Winter Soldier, che si è rivelato la chicca assoluta nell’universo cinematografico Marvel – e sì, dai, mettiamoci anche I guardiani della galassia).
A me questo film ha ricordato un po’ Days of future past (tanta attesa per restare un po’ delusi). Perché sì, diciamoci la verità, la Marvel e la Disney sanno come fare marketing ed Age of Ultron è stato venduto come capolavoro assoluto tra i cinecomics, e sembrava anche di un certo spessore guardando i trailer e seguendo le varie interviste, gli articoli etc.
Non sono per nulla colpita, invece, da questo sequel, Joss ha fatto un bel casotto con tutta quella roba, purtroppo per lui.
Primissima cosa che voglio dire: Tony Stark ha un arsenale di armature, ne ha così tante che non sa più dove metterle, ma… cosa è successo? Cioè, ricordiamo tutti che alla fine di Iron Man 3 aveva distrutto le sue bambine per amor di Potts, con tanto di promessa?
Proprio come per Days of future past ( e mi dispiace fare di nuovo questo paragone), i conti non tornano, molte cose non sono spiegate affatto.
Se si vuole fare un minestrone, per farlo venire fuori bene, bisogna usare gli ingredienti giusti, okay? Questo minestrone a me ha dato un po’ di stomaco, invece.
Resta tutto marginale, non c’è una vera e propria spiegazione a nulla, sembra che loro diano per scontato che noi sappiamo di cosa stanno parlando, quando poi non è così – e lo dico io, che ho una discreta esperienza in quanto comics & co, e che comunque sono addentrata nell’ambiente.
Mi sono piaciuti molto i gemelli, ma comunque sono marginali, non ci spiegano nulla del loro passato, a parte quella piccola storiella raccontata da Pietro, né alcune delle loro scelte. Come non si spiega tutto quello che fa Thor per la maggior parte del tempo, onestamente.
Spunta fuori che Clint ha una famiglia, Natasha vuole farsi Banner, Steve allegro e contento nonostante il suo migliore amico sia in giro per il paese, non si sa dove, a fare non si sa cosa, dopo aver scoperto di essere stato plagiato e violentato psicologicamente dall’HYDRA, dopo aver scoperto di aver ammazzato e torturato senza scrupoli.
Dove cazz* è Bucky e perché Steve non lo sta cercando? Capisco che ha il suo bel da fare, ma io mi aspettavo una spiegazione anche a questo, onestamente, perché se alla fine di The Winter Soldier mi fate quella scenetta e mi dite che questi vanno a cercare Barnes, poi mi aspetto che se ne parli, non dico di volerlo vedere partecipe alle vicende, ma almeno mezza parola su quel poveraccio la si poteva sprecare.
Cioè, sembra un film decontestualizzato da ogni altra cosa, come se prima non fosse accaduto niente, insomma, a parte per poche cose. Avrei voluto fosse più coerente e seguisse una certa linea, come i film che lo hanno preceduto.
Non raggiunge il livello sperato, anche se non posso dire che mi abbia fatto schifo (se non altro le battute ed i dialoghi erano ben strutturati, e graficamente spacca, non si può dire nulla).
Ultima cosa, Whedon non sa caratterizzare Captain America, ormai è appurato. Detto ciò, mi dispiace dirlo, ma sono contenta che i prossimi film siano nelle mani dei Russo, perché questo Joss l’ha cannato di brutto, e non si è ripreso.
Raggiunge la sufficienza, ma ci sono rimasta un po’ male. Pace e bene.

Ps: Natasha che afferra lo scudo al volo lanciato da Steve? Ma che davvero?

Me ne vado.

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