Recensione su Avengers: Age of Ultron

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Avengers, quando il troppo storpia / 25 aprile 2015 in Avengers: Age of Ultron

Sequel della pellicola del 2012, ennesimo tassello di quella proficua idea di marketing partorita dai Marvel Studios (ovvero il ricorso ad un universo condiviso tra i propri personaggi), Age Of Ultron si rivela a conti fatti un film un po’ difficile da valutare. Se da un lato si può rimanere soddisfatti sul fronte “botte tra supereroi e cattivoni” e sul lato humour della pellicola, non si può negare che nella giostra creata da Joss Wheedon qualcosa è venuto a mancare stavolta.
Quel che pesa principalmente nella resa finale è forse la gestione dei personaggi, penalizzata da un numero più alto rispetto al capitolo precedente, dove il voler dare il giusto spazio a tutti finisce inevitabilmente per non far bene a nessuno.
Non risulta strano quindi che ad esempio un Ultron qui presentato si mostri sì come un personaggio interessante (per quanto non originale come villain) ma finisca più col lasciare una specie di senso di incompletezza alla conclusione del film. Non sono ben chiari infatti i passaggi che lo portano a voler affrontare gli Avengers, delineando il fastidioso caso del “sono cattivo perchè mi va”.
L’aver voluto bilanciare scontri a suon di effetti speciali e momenti di approfondimento dei numerosi personaggi ha anche a mio parere troncato un po’ la narrazione in più punti, rimanendo sospesa tra lo sbrigativo e il confusionario.
Non si tratta comunque di un film deludente. Avengers si pone dichiaratamente come un prodotto d’intrattenimento basato sulle “mazzate” tra supereroi e sul ricorso a simpatici siparietti sdrammatizzanti. E in questi aspetti non è un prodotto carente.
Tuttavia, è un leggero passo indietro rispetto al suo precedessore.

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