Recensione su La parte degli angeli

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11 febbraio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lasciamo da parte la spiegazione del titolo. In testa c’è Robbie, e tutta una serie di altri losers scozzesi, siamo a Glasgow, che viene assegnato dda un giudice ai lavori socialmente utili. E sono tutti di quelle teste di cazzo ladruncoli e rissosi/stupidi delle periferie inglesi, quelli che ci sono anche nei film sugli hooligans, insomma, ci siamo capiti, con quei vestiti lì, i capelli corti, la violenza, i coltelli, ecc. Fin qui ricorda un po’ Misfits. Il probation worker però qui è un bravo guaglione, per cui non lo uccidono, ma inizia tutti, e Robbie in particolare perché è l’unico sveglio, e poi ha il dono, alle degustazioni del whisky. Intanto lui ha una moglie, gente che lo vuole picchiare e una cicatrice da lama sulla guancia. Finisce che gli sbandati diventano quasi esperti, ed elaborano un piano per rubare e rivendere del whisky straiperpregiatissimo e rifarsi una vita.
Loach sta dalla parte degli oppressi, as usual, e ok. Però c’è tutta la prima parte che regge su inverosimiglianze strutturali di trama, e una qualità non è. Tipo: la moglie ha il padre che gli pesta e insulta in continuazione il marito. E non dice niente! Ma wtf? Cazzo è tuo padre, fermalo. No, sgrida Robbie. Poi: Robbie viene pestato. Il suo amico probation worker gli dice “dai cazzo, chiamiamo i pulotti!”
Eh no.
Come no?
Eh no, perché io queste cose non le faccio…
Ma che minchia, sei scemo? Ma te lo meriti di morire allora.
Insomma, c’è questo ambiente dove tutto è un po’ così, lui ha torto e se la prende nel culo, lui ha ragione e se la prende nel culo lo stesso, giusto per creare la situazione disperata cui occorre trovare una soluzione a tutti i costi. E poi c’è un lato etico: cosa abbiamo? Dei poveracci (però simpatici). Schiacciati dal nostro sistema sociale occidental-capitalista. Ok. Come ne usciamo?
Rubando (del whisky, ma sempre rubando). Lieto fine?
Sì.
Eh ma…
Insomma, mi sa di no cazzo. Che poi. Che poi comunque il film si stabilizza a un livello accettabile quando i presupposti son stati messi tutti, e viene fuori la storia del whisky. Prima sembra uno sceneggiato da bassi fondi britannici, in cui nessuno è né abbastanza cattivo né abbastanza interessante per suscitare qualcosa, e la critica a un modello di società è assente perché lo stesso modello è descritto in maniera, how could I say, pacchiana?
Ma vai dalla polizia e non rompere il cazzo su. È meglio che morire no? Eh, l’orgoglio, ma crepa.
Francamente, non sono stato molto soddisfatto :/ va benissimo fare i socialisti, ma bisogna trovare un modo di farlo meglio di così.
Cela dit, la seconda parte è una buona favola a happy ending e siamo tutti più buoni ^^

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