La parte degli angeli

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La parte degli angeli

Glasgow. Il giovane Robbie, neo-papà, ha un passato burrascoso, legato al crimine. Esperto di liquori, in visita ad una distilleria, ha un'idea brillante per chiudere i conti con il passato e per avere un futuro economico più tranquillo.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Angels' Share
Attori principali: Paul BranniganSiobhan ReillyJohn HenshawGary MaitlandWilliam RuaneJasmin Riggins, Scott Dymond, Scott Kyle, Neil Leiper, James Casey, Caz Dunlop, Gilbert Martin, Roger Allam, Lorne MacFadyen, John Joe Hay, David Goodall, Finlay Harris, Paul Donnelly, Daniel Portman
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura/Autore: Paul Laverty
Fotografia: Robbie Ryan, Barry Ackroyd
Produttore: Rebecca O'Brien
Produzione: Gran Bretagna, Francia, Belgio, Italia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 101 minuti

E’ vero che si tratta di ken Loach ma… / 19 Maggio 2014 in La parte degli angeli

ma a me non sembra tra i suoi film migliori … si guarda ma io non andrei oltre la sufficienza

20 Ottobre 2013 in La parte degli angeli

(Sei stelline e mezza)

Loach confeziona una favola contemporanea che, complici alcune facilonerie narrative (es. Robbie non aveva mai assaggiato un whiskey in vita sua ma, un paio di sequenze dopo il suo primo sorso, è un esperto tale in materia da poter citare più e più marche della bevanda? Le ipotesi sono due: o la pellicola è stata tagliata in fase di montaggio, eliminando -ahimé- alcuni passaggi che avrebbero reso più comprensibile il trascorrere del tempo, o mi/ci si prende per il naso, mmmh mh!), rende perfino più digeribile il (romantico) fatto che, per assicurarsi un futuro, i protagonisti debbano commettere un furto.

Detto questo, la pellicola scorre piacevolmente e vi confesso di aver riso di cuore in almeno un paio di occasioni.

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2 Settembre 2013 in La parte degli angeli

Robbie e altri giovani si ritrovano a dover scontare una pena di volontariato e nascono amicizie impensabili.
Il protagonista è un giovane papà con un passato che vuole dimenticare per poter dare un futuro migliore al su piccolo.
Il film inizia facendo vedere l’aspetto drammatico della situazione ma poi ha un riscolto decisamente da pura commedia che risulta vincente. In alcuni pinti è molto divertente.
Dare una seconda possibiltà.
Non sempre viene data.
Almeno uno ci prova ma troppo spesso non si tenta nemmeno e si perde più di quello che si rischia. Un vero peccato…
Ad maiora!

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22 Aprile 2013 in La parte degli angeli

Non sono mai stato un grande fan del cinema smaccatamente politico e l’impronta socialista di Loach non mi ha mai particolarmente attirato, ma dopo aver visto L’altra verità mi sono incuiriosito. La parte degli angeli funziona perchè parla di crisi e riscatto. La prima parte ha una forte impronta drammatica, tende a caratterizzare un manipolo di sconfitti ed emarginati che rappresentano un pò la parte marcia del tessuto sociale scozzese, mentre la seconda parte è decisamente più allegra e sopra le righe, è intrisa dell’elemento favolistico e spensierato (la canzone dei Proclamers sembra quasi dare una svolta al tono del film).
Le due parti non cozzano una con l’altra, Loach sa divertire partendo da una base realistica a lui evidentemente ben nota. Definire questo film sono una commedia è riduttivo, ma non si può non vederci un pò il timbro dolciastro di miracolo a Le Havre, anche se espresso in un’altra forma e in relazione a una tematica diversa.
Ogni tanto è bello vedere un’ideologia che trova concretezza tra le pieghe surreali del cinema.

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13 Aprile 2013 in La parte degli angeli

non sono un grande appassionato di Ken Loach e sinceramente non mi piacciono molto questi film che parla della periferia degradata delle grandi città.
(guardando questo film mi veniva in mente l’accusa andreottiana contro i film di De Sica e co. ma aprirei un dibattito troppo lungo)
Nonostante un inizio in cui non si capisce se si tratti di un pesante dramma proletario o di una commedia neorealista lo sviluppo della storia pende decisamente dalla seconda parte e con la parola fine sei contento di aver riso delle disavventure di questo improbabile gruppo di emarginati.

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