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Recensione su Adaline - L'eterna giovinezza

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La maledizione dell’immortalità / 9 dicembre 2017 in Adaline - L'eterna giovinezza

Ho approfittato dell’abbonamento a Netflix per recuperare questo film che avevo in lista da parecchio tempo. Lee Toland Krieger si cimenta nel topos dell’ eterna giovinezza, già ampiamente trattato da secoli di letteratura (da Gilgamesh al “Ritratto di Dorian Gray”) e da anni di pellicole cinematografiche, quindi nulla di nuovo sull’argomento trattato. Il risultato sono 2 ore di fiaba moderna, dove il romanticisimo si unisce ad una matrice scissa tra fiaba e scienza.

La protagonista è Adaline, una vera e propria Highlander al femminile (Blake Lively è davvero affascinante ed elegante) che “muore” nel 1908 per un incidente d’auto ma che, grazie ai watt scatenati da un fulmine, torna tra i vivi. L’unico inceppo è che il suo processo d’invecchiamento si ferma a 29 anni, donandole una giovinezza sempriterna. “Un bel vantaggio”, direte voi. E invece no: la nostra Adaline, per colpa di questo dono, è costretta a stravolgere completamente la propria vita e le cose diventano complicate quando incontrerà un baldo scapolo (Michiel Husman), che si invaghisce di lei.

Una pellicola che sa di già visto, ma in fin dei conti piacevole. Leggero e non pesante, se si esclude l’inutile voce del narratore e le improvvise delucidazioni astronomiche usate come metafore per designare la condizione della protagonista.

In parole povere: un film che ho visto con la pretesa di trovare “qualcosa di leggero per passare l’ennesimo sabato sera monotono”, ma che si rivela abbastanza interessante e che lascia spunti di riflessione.

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