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Priscilla - La regina del deserto

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Priscilla - La regina del deserto
Priscilla - La regina del deserto

Tre drag queen si muovono attraverso il deserto australiano per raggiungere il luogo di un'esibizione a bordo di uno sgangherato pullman, Priscilla, che ha visto tempi migliori.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert
Attori principali: Terence Stamp, Hugo Weaving, Guy Pearce, Bill Hunter, Sarah Chadwick, June Marie Bennett
Regia: Stephan Elliott
Sceneggiatura/Autore: Stephan Elliott
Colonna sonora: Guy Gross
Fotografia: Brian J. Breheny
Costumi: Lizzy Gardiner
Produttore: Al Clark, Michael Hamlyn
Produzione: Australia
Genere: Commedia, Azione
Durata: 104 minuti

28 Marzo 2014 in Priscilla - La regina del deserto

Davvero carino come film.

Priscilla e le drag australiane / 9 Giugno 2011 in Priscilla - La regina del deserto

Sarò sincera, ho visto prima il “remake americano” (“A Wong Foo grazie di tutto! Julie Newmar”) e mi è piaciuto molto di più dell’originale. [...](continua su https://www.nientepopcorn.it/groups/cinemaglbt/)

Tre Regine nel deserto. / 1 Febbraio 2011 in Priscilla - La regina del deserto

Una soria di "perdenti". Come i sogni al mattino.
Una storia di "diversi". Nel senso che per scelta (intellettuale quanto fisica) scelgono di diventare corpo alieno di una aliena società.
Un, anzi una, road-movie. Nel senso che solo la strada ti permette sia di scappare che di incontrarti, nello stesso viaggio.
Una gran bella commedia, leggera come una... continua a leggere » piuma (ovviamente di struzzo!) senza però mai dimenticarsi del peso dei contenuti, un film dove i vistosi e onirici abbigliamenti (Oscar migliori costumi 1995) rappresentano alla perfezione l'arma scelta dai protagonisti per combattere l'eterna battaglia fra identità e massa.
Battute scorrette quanto volgari, di quelle che si dicono per "andare avanti", per ridere anche quando le lacrime parlano di altri sentimenti.
La loro è una guerra, anche contro se stessi. Il linguaggio è quello dei "soldati", non adatto a borghesi benpensati.
Fotografia e paesaggi aiutano non poco a lasciarsi trasportare, alcuni istanti sarebbero da mettere in pausa per farne quadro.
È il primo mattone del mio muro.
Lo volevo colorato, come l'aquilone con il triangolo viola che si vede volare nell'azzurro cielo australiano.
I nazisti (...e mi viene in mente di citare i vecchi Blues Brothers: "Li odio i nazisti dell'Illinois!") sono dietro l'angolo...meglio salire sul colorato autobus di queste tre Drag Queen, attaccarsi alla bottiglia e partire, scappare.
Se si torna a casa?...Boh! Questo è il finale del film e, come si dice, nelle recensioni non si rivela e nella vita non si conosce.