1989

The Abyss

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The Abyss
The Abyss

Mentre naviga nelle acque del Mar dei Caraibi, un sottomarino nucleare americano capta la presenza di una strana creatura marina, ma affonda nel tentativo di inseguirla. Una squadra della Navy SEAL, di cui fanno parte il tenente Hiram Coffey, la progettista Lindsey Brigman e il di lei ex marito Virgil Brigman, viene inviata sul posto per recuperare il sommergibile prima che finisca nelle mani dei russi. Nel 1990 The Abyss vinse l'Oscar per i Migliori Effetti Speciali (Dennis Muren, Hoyt Yeatman, Dennis Skotak, John Bruno).
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Abyss
Attori principali: Ed HarrisMary Elizabeth MastrantonioMichael BiehnLeo BurmesterTodd GraffJohn Bedford Lloyd, Kimberly Scott, Chris Elliott, J. C. Quinn, Captain Kidd Brewer Jr., George Robert Klek, Christopher Murphy, Adam Nelson, Dick Warlock, Jimmie Ray Weeks, J. Kenneth Campbell, Peter Ratray, Michael Beach, Ken Jenkins, Michael Chapman, William Wisher Jr., Frank Lloyd
Regia: James Cameron
Sceneggiatura/Autore: James Cameron
Colonna sonora: Alan Silvestri
Fotografia: Mikael Salomon
Costumi: Deborah Everton, Deena Appel
Produttore: Gale Anne Hurd, Van Ling
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Azione, Fantascienza
Durata: 139 minuti

Capolavoro della fantascienza subacquea / 10 Gennaio 2018 in The Abyss

Questo per me è un capolavoro, o davvero poco ci manca. La fantascienza subacquea di Cameron ha tutti gli ingredienti giusti; una prima parte molto “tecnica”, immersa nel clima della guerra fredda, con la squadra di sommozzatori alle prese col recupero di un relitto e l’interferenza di un navy seal andato fuori di testa (Michael Biehn). Spiccano le prove di Ed Harris e di Mary Elizabeth Mastrantonio, attrice ormai piuttosto dimenticata ma che qui nei panni della progettista rompiballe è stata perfetta. La seconda parte, che è piaciuta meno alla critica, sublima con l’incredibile sequenza finale di emersione della gigantesca piattaforma aliena, un’effettistica che fatichi davvero a credere sia datata 1989. Anche la discesa a rotta di collo nell’abisso dell’eroe ordinario impersonato da Harris è una sequenza claustrofobica di straordinaria drammaticità. Uno dei tratti caratteristici del cinema di Cameron è il montaggio (lo stesso regista si dedica all’editing dei suoi film insieme a vari professionisti); riesce a darti sempre un effetto straniante, talvolta ti sembra di esser trascinato di sequenza in sequenza senza che la storia scorra sul filo logico più “immediato” e prevedibile, come se Cameron volesse spingere lo spettatore a seguire con maggiore attenzione la storia, non lasciandolo impigrire con i raccordi più scontati.

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“Un posto sulla terra più impressionante di qualsiasi altro nello spazio” / 19 Febbraio 2017 in The Abyss

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

James Cameron con Terminator mise in pratica la lezione di Carpenter, per cui aveva lavorato agli effetti speciali di 1997 – Fuga da New York (1981), su come realizzare un robusto film d’azione con pochi mezzi. Qualche anno dopo, avendo già sperimentato il grosso budget con Aliens – Scontro finale (1986), dimostra di aver recepito anche gli insegnamenti quello che all’epoca era la massima espressione del cinema spettacolare per famiglie, Steven Spielberg, realizzando un film che si inserisce nella falsariga di produzioni simili: The Abyss (1989).
Il film è un kolossal ambientato in un gigantesco laboratorio sottomarino per la ricerca del petrolio. Il personale viene incaricato di soccorrere un sommergibile militare che trasporta una testata nucleare. In questo contesto si inseriscono le apparizioni di strani esseri alieni, apparentemente pacifici, anche se questa non è l’opinione dei militari.
L’opera è una specie di versione subacquea di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), da cui riprende gli alieni visti come creature angeliche, con rimandi al classico di Hawks La cosa da un altro mondo (1951), almeno per quanto riguarda l’attrito tra scienziati e militari che si sviluppa in seguito all’incontro con un alieno, stavolta non ostile, in un ambiente isolato dal resto del mondo.
L’ambiente dove si svolge l’azione, come detto, sono le profondità marine, che sostituiscono, in modo decisamente appropriato, come dice anche la tagline del film riportata sopra, gli abissi dello spazio profondo.
Altro rimando evidente è quello con un altro classico della fantascienza, Ultimatum alla Terra (1952), soprattutto per il messaggio, rivolto ai terrestri da parte degli alieni, su cosa accadrà dell’umanità se continuerà a vivere in modo sconsiderato. La scena dove questo messaggio viene esplicitato è però assente nella versione cinematografica ed è stata ripristinata nell’edizione in DVD.
Come altri lavori del regista, il film mostra un ulteriore progresso nella tecnica degli effetti speciali, soprattutto nelle sequenze del serpente costituito d’acqua, usato dagli alieni per comunicare con gli umani, uno dei primi e sofisticati utilizzi del morphing integrato a sequenze realistiche.
Gli alieni veri e propri sono invece disegnati dal famoso fumettista e illustratore francese Moebius.
Nonostante lo spiegamento di mezzi, il film non ottenne, un po’ ingenerosamente, un gran successo di pubblico e di critica, probabilmente perché discontinuo ed eccessivamente lungo, ma rimane uno dei migliori film del genere del periodo.

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