Recensione su Terkel in trouble

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CHIATTONA! / 2 Maggio 2013 in Terkel in trouble

Tratto dall’omonima serie radiofonica, in cui il danese Anders Matthesen doppia tutti i personaggi, Terkel in trouble è un film d’animazione che a definirlo irriverente, sfacciato, politicamente scorretto sarebbe semplicemente riduttivo.

Le animazioni sgraziate (i personaggi assomigliano agli orrendi pupetti personalizzabili della Wii) si intonano alla perfezione con la volgarità e la crudezza dei dialoghi, che sembra un mix tra la verve spietata di South Park e l’idiozia balorda di Beavis and Butt-head, rendendolo non proprio un cartone adatto ai più piccoli.

Terkel in trouble è un prodotto del tutto innovativo, difficile persino da inquadrare in quanto tocca diversi generi, dal thriller/horror (non a caso la sigla d’apertura ricorda quella di Se7en) alla commedia, infilando fra un “vaffanculo” e l’altro una canzonetta sgangherata, quasi a voler prendere per il c**o pure il lato musicale dei buon vecchi film Disney.

Doppiato dagli Elio e le Storie Tese, con la partecipazione di Claudio Bisio, ingaggiato praticamente solo per dire “No!”, questo lungometraggio d’animazione danese è stata una piacevole sorpresa di originalità e contenuti (e non solo per la questione “villain” che sarebbe di per sé da premio Oscar), che a suon di cinismo e parolacce riesce a raccontare con estrema crudezza la tremenda vita di un ragazzino qualunque, senza risparmiare su sangue e violenza.

3 commenti

  1. Stefania / 2 Maggio 2013

    Mi hai incuriosita e me lo segno!
    Però, visto quel che hai scritto, come mai gli hai dato solo 6?

  2. Ilcinemasecondome / 2 Maggio 2013

    In realtà sarebbe un 6.5, perchè è tranquillamente perdibile.
    Ma per farsi due risate e vedere un cartone animato fuori dagli schemi, va più che bene! Poi mi saprai dire che ne pensi.

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