Recensione su Tenet

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Tenet: ambiguità e tanta incertezza / 7 Settembre 2020 in Tenet

‘’Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna’’.
Nella celebre frase di Albert Einstein si cela quello che si può definire, a conti fatti, come il più grande difetto della pellicola, sebbene il buon Nolan, nel corso della sua peculiare e brillante carriera, non abbia mai scelto di condurre direttamente lo spettatore nel suo dedalo di tortuosi ed enigmatici ragionamenti.
Una scelta che ha quasi sempre premiato il regista, donando alle sue opere un tratto distintivo, particolare, che nel plot twist ha trovato il suo leitmotiv ricorrente.
In Tenet, Nolan, cede sotto i colpi di un didascalismo beffardo, che non riesce a dissimulare quel velo d’incertezza e astrusità che ne riveste i toni.
Il simbolismo è forte, e trova quasi una sua naturale espressione nella sfolgorante fotografia, che giganteggia su un sound corposo ed energico.
I movimenti di camera frenetici, però, non riescono a tenere il passo delle pupille, chiamate a più riprese a reggere l’impianto visivo e narrativo del film, che di per sé è un vero busillis.
Sembra quasi che lo storytelling si perda nel suo palindromo, correndo si, all’indietro, ma non offrendo, però, una panoramica precisa degli eventi.

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