Tenebre

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Tenebre

Lo scrittore americano Peter Neal giunge a Roma per presentare il suo ultimo truculento best seller. Quando un serial killer inizia una serie di efferati delitti prendendo spunto dal libro, il capitano di polizia Germani coinvolge nell'indagine il romanziere.
marcomaffei12 ha scritto questa trama

Titolo Originale: Tenebre
Attori principali: Anthony FranciosaJohn SaxonDaria NicolodiGiuliano GemmaChristian BorromeoMirella D'Angelo, Veronica Lario, Ania Pieroni, Eva Robins, Carola Stagnaro, John Steiner, Lara Wendel, Isabella Amadeo, Mirella Banti, Ennio Girolami, Marino Masé, Fulvio Mingozzi, Lamberto Bava, Dario Argento, Michele Soavi
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura/Autore: Dario Argento
Colonna sonora: Massimo Morante, Fabio Pignatelli, Claudio Simonetti
Fotografia: Luciano Tovoli
Costumi: Pierangelo Cicoletti, Franco Tomei
Produttore: Claudio Argento, Salvatore Argento
Produzione: Italia
Genere: Thriller
Durata: 101 minuti

6 / 6 Dicembre 2018 in Tenebre

Tenebre è il più estremo dei film di Argento, il più politicamente schierato: non contro un partito o un simbolo ma contro l’aria che tira, quella che svilisce il genere imponendogli di entrare nei ranghi. Il primo assassino, John Steiner, lavora in televisione e si fa portatore attraverso la sua trasmissione di un moralismo oscurantista, quello che poi lo muove al delitto e alla punizione di tutte le perversioni sessuali.

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Argento calante / 25 Gennaio 2018 in Tenebre

Per quanto mi riguarda è un pò calate rispetto ai suoi precedenti lavori. Rimane comunque un bel film, in linea con i suoi lavori più recenti di quegli anni. Una cosa che ho apprezzato, come sempre in stile Argento, sono i particolari. Tra gli anni 70 e 80 Argento ha fatto scuola di regia per tutto il cinema internazionale e il suo modo di girare le scene era superlativo. Un amante di film gialli non può non averlo visto.

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29 Marzo 2014 in Tenebre

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tenebre rappresenta un po’ l’emblema di tutto il thriller italiano. A chi lo vede per la prima volta può sembrare un film copiato in più punti, ma in realtà si tratta di una scelta voluta da parte di Dario Argento, c’è l’assassino in guanti neri che uccide le sue vittime con il rasoio, ci sono due donne omosessuali “punite” per la loro “devianza”, c’è l’occhio dilatato dell’assassino, c’è la casa come teatro degli omicidi, c’è il flashback inquietante e rivelatore, c’è la voce sussurrante al telefono, c’è la polizia impotente dinanzi a tanto massacro, c’è il particolare sfuggito a tutti quanti che salta fuori quando meno te l’aspetti, c’è il doppio finale ingannatore, …in parole povere il fascino indubbio di questo film sta proprio nella bravura di Argento di riunire tutti questi elementi tipici del giallo italiano in una pellicola che definirei quasi perfetta.
Questa volta è il mondo degli yuppies a essere preso di mira…non ci sono più le ville gotiche e cadenti di “Profondo Rosso”, ma le super-ville moderne e piene di confort, con tanto di piscina e vasca idromassaggio incluse, fortezze quasi inespugnabili, ma che vengono penetrate e letteralmente distrutte da una mente malata.
Gli amanti del genere splatter devono sapere fin da subito che in questo film di sangue ne scorre a fiumi(memorabile per esempio la scena del braccio tranciato di netto dalla scure dell’assassino, o quella del sangue sprizzato a fontana sul muro e sul pavimento da una giovane e bellissima Veronica Lario, ex signora Berlusconi, o quella del cane feroce che insegue la bambina e la trascina nella propria tana).
Il finale è a sorpresa, anche se uno spettatore attento coglierà sicuramente i primi indizi sul nome dell’assassino già a metà film(assassino che tra l’altro, per personalità e “modus operandi” ricorda non poco il Norman Bates di “Psycho”).
Ancora una volta poi la colonna sonora è più che mai azzeccata(questa volta il merito va al trio Morante-Pignatelli-Simonetti).
Un’altra pietra miliare del vecchio Argento…

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