Tekkonkinkreet - Soli contro tutti

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Tekkonkinkreet - Soli contro tutti

Come gatti randagi, Bianco e Nero, due fratelli orfani cresciuti in strada, sono costretti a fare quotidianamente i conti con le crudeli leggi della giungla metropolitana in cui vivono, i bassi fondi di Città Tesoro. Una città senza padrone.
Ilcinemasecondome ha scritto questa trama

Titolo Originale: 鉄コン筋クリート
Attori principali: Kazunari NinomiyaYū AoiYusuke IseyaKankuro KudoMin TanakaRokuro Naya, Tomomichi Nishimura, Mugihito, Nao Omori, Yoshinori Okada, Kazuko Kurosawa, Tomoko Murakami, Miyuki Oshima, Yūki Tamaki, Mayumi Yamaguchi, Harumi Asai, Atsushi Imaizumi, Bryan Burton-Lewis, Tooru Nara, Shunsuke Mizutani, Tatsuhiro Fukiage, Hiroto Nakajima, Hiroshi Shibata, Seiichi Yoneoka, Yûji Matsumaru, Masayuki Furuya, Toshiya Matsushita, Masahiro Motoki
Regia: Michael Arias
Sceneggiatura/Autore: Taiyo Matsumoto, Anthony Weintraub
Colonna sonora: Plaid
Produttore: Eiko Tanaka, Eiko Tanaka, Masao Teshima, Osamu Kamei, Yasushi Shiina, Eiichi Kamagata, Ayao Ueda, Naoki Kitagawa, Fumio Ueda
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Azione, Poliziesco, Fantasy, Animazione
Durata: 103 minuti

Welcome to Treasure Town! / 15 Aprile 2014 in Tekkonkinkreet - Soli contro tutti

Due fratelli orfani che passano le loro giornate nell’ostica giungla cittadina di Treasure Town, tra svariati personaggi con cui le loro esistenze andranno a collidere.
Lo Studio 4°C, già autore del film Mind Game nel 2004, sforna un’altra pellicola dal sapore avventuroso, senza rinunciare all’elemento fantastico e a quel ricercato tono surreale ed onirico.
Il tratto piuttosto spigoloso del chara design di Shoujirou Nishimi si presta benissimo alle belle animazioni dello studio nipponico, grazie anche agli sfondi di grande impatto che regala Treasure Town. Così come d’impatto è la bella colonna sonora.

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Be happy! Be happy! / 13 Ottobre 2013 in Tekkonkinkreet - Soli contro tutti

Tratto dal manga “Kuro to Shiro” di Taiyo Matsumoto, Tekkonkinkreet è il primo anime ad essere gestito da un non-giapponese, nella fattispecie l’americano Michael Arias, già conosciuto in giappone per Animatrix.

Tutta la storia di Tekkonkinkreet ruota attorno alle peripezie di due fratelli abbandonati da Dio (Bianco e Nero), e al legame indissolubile che li unisce, basato sul dualismo degli opposti, tipico della filosofia taoista.

Anche i nomi dei protagonisti richiamano l’unione estrema e caratterizzante dell’antitesi fra queste due entità (che tra l’altro è la chiave adatta per leggere fra le righe), fratelli che come siamesi, si completano a vicenda, non potendo più fare a meno l’uno dell’altro. Proprio come lo Yin e lo Yang. Le due parti uguali e necessarie di uno stesso insieme.

Un’unione che stimolerà azioni e sarà frutto della forza e della debolezza dei nostri piccoli eroi, descritta anche con forme diverse durante il corso del film, che scivola via come l’olio, trascinando lo spettatore dentro il fatiscente mondo di Città Tesoro con un ritmo spregiudicato e dinamico, che sa mantenere alto il livello di adrenalina.

La simbologia degli opposti è anche riscontrabile nella grafica sperimentale con cui viene presentato Tekkonkinkreet, fatto di scenografie e fondali ricchi di dettagli e colori, nettamente contrastanti con lo strambo design, monocromatico e stilizzato, con cui sono disegnati i personaggi, animati con una fluidità senza pari, grazie alla tecnica cel-shading. Una tecnica della computer grafica che fa apparire le sue forme come disegnate a mano.

Un mix di efficacia e di espressività che hanno saputo fornire al film un’impronta di originalità, necessaria per farsi ricordare nel nuovo millennio.
Un’originalità adatta ad ogni tipo di pubblico, anche ai meno fanatici del mondo otaku.

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