Taxi Driver

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Taxi Driver

Travis Bickle ha partecipato alla guerra in Vietnam. L'esperienza al fronte lo ha segnato profondamente: per lui, dopo il Vietnam, niente è più come prima. Il ritorno a casa è traumatico, e la vita di tutti i giorni si rivela essere un inferno: la notte non riesce a dormire, di giorno non parla quasi con nessuno e il suo unico passatempo è quello di andare al cinema a vedere i film porno. L'insonnia non gli dà tregua, e il mancato riposo lo logora sia fisicamente che mentalmente: per un po', Travis sopporta lo schifo che lo circonda, finché non arriva ad un punto in cui non ce la fa più. Con il passare dei giorni, Travis diventa sempre più paranoico. Nel 1976 Taxi Driver si è aggiudicato la Palma d'oro al Festival di Cannes, nel 1977 tre Premi BAFTA: Miglior Attrice Debuttante (Jodie Foster), Miglior Attrice Non Protagonista (Jodie Foster) e Miglior Colonna Sonora (Bernard Herrmann).
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Taxi Driver
Attori principali: Robert De NiroJodie FosterAlbert BrooksHarvey KeitelCybill ShepherdPeter Boyle, Leonard Harris, Diahnne Abbott, Gino Ardito, Martin Scorsese, Murray Moston, Richard Higgs, Bill Minkin, Bob Maroff, Victor Argo, Joe Spinell, Frank Adu, Brenda Dickson, Norman Matlock, Harry Northup, Harlan Cary Poe, Steven Prince, Peter Savage, Nicholas Shields, Ralph S. Singleton, Annie Gagen, Carson Grant, Mary-Pat Green, Debbi Morgan, Don Stroud, Copper Cunningham, Garth Avery
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura/Autore: Paul Schrader
Colonna sonora: Bernard Herrmann
Fotografia: Michael Chapman
Costumi: Ruth Morley
Produttore: Julia Phillips, Michael Phillips
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Poliziesco
Durata: 114 minuti

Capolavoro / 15 Marzo 2017 in Taxi Driver

Un film che non ha bisogno di troppi discorsi, l’ho visto almeno trenta volte, ma mantiene sempre, comunque e duramente la sua forza. Magistrale regia di Scorsese, De Niro in quella che è a mio avviso la sua miglior performance, con uno dei personaggi più iconici della storia del cinema… l’ambiente newyorchese, la violenza, la solitudine, la sottile linea tra l’essere un assassino o un eroe. Ma le parole non servono, bisogna solo ammirarlo continuamente questo film, che a mio parere è non solo il migliore di Scorsese ma proprio uno dei più bei film di sempre, senza ombra di dubbio.

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L’apice del capolavoro…. 10 / 21 Luglio 2016 in Taxi Driver

Rivisto oggi per la milionesima volta, finalmente mi accingo a scrivere la mia personale recensione di questo gioiello del cinema.
Premettendo che secondo me è la miglior interpretazione di De Niro e il miglior film della sua collaborazione con Scorsese, aggiungo che in questa pellicola trovo sintetizzati quasi tutti i miei miti (New York, De Niro, Scorsese, il cinema, l’America degli anni 70…).
Leggendo gli altri commenti noto molte opinioni e alcune contrastanti, ma questo film va guardato con occhi particolari, appunto per il suo essere sopra le righe. La regia che ci regala Scorsese è piena di arte: la fotografia, movimenti di macchina, colori e suoni (provate a rivedervelo in lingua originale… da pelle d’oca!) insomma merita un occhiata molto nel profondo.

Samo tutti Travis Bickle: a volte soli, emarginati, solitari, incapaci di relazionarci, vendicativi, giustizieri… e già in questo nasce un affinità tra spettatore e personaggio che va oltre la storia. E vediamo un De Niro trentenne, dannatamente affascinante, smilzo, avvilito e espressivamente sublime (si, questo termine ci sta tutto…). Il suo “Are you talkin’ to me?” è entrato nella storia del cinema, la frase cult che tutti credo conoscano.
guardatelo dritto negli occhi quando medita di “salvare” Iris (una debuttante e incantevole Jodie Foster!) dalla perdizione e dal peccato.
Poi le carrellate notturne in taxi, nella New York schifosa, come la descrive Travis, corrotta dala politica, dagli spacciatori e cosi via…

Potrei scrivere per ore di questa pellicola, che ho avuto la voglia di rivedere tutta in lingua originale per captarne ancora di più il senso e la magia, per assorbire a fondo i dialoghi, le musiche e i suoni della città.

Un 10. Non perché è un capolavoro, ma perchè qui c’è l’essenza, di De Niro, del cinema, della regia di Scorsese, di New York. Qui c’è tutto. Magia e dolore. Amore e sofferenza. Cinema e arte.
10. 10. 10. Per anni ancora.

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Solitudine e follia a New York / 19 Giugno 2016 in Taxi Driver

Il tassista splendidamente interpretato da De Niro, è uno dei personaggi iconici del cinema.
Solitario e asociale, precipita inesorabilmente nella follia.
New York è l’altra protagonista del film, la parte più malsana della città.
La regia di Scorsese è eccezionale, e ovviamente il film è un capolavoro, anche se il finale non mi ha convinto in pieno.
Non gli dò 10, perché trovo assurda la musica sensuale e languida che accompagna gran parte del film, e che non ci azzecca nulla con questa storia.

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Tutto questo capolavoro non lo vedo / 29 Ottobre 2015 in Taxi Driver

..lo visto oggi per curiosita…in quanto se ne sente parlare spesso anche a distanza di deceni e decenni…di solito mi piacciono i film di scorsese e di de niro ma sinceramente in questo film non vedo nulla di cosi “sublime” anzi la prima ora è anche abbastanza noiosetta…in conclusione il mio voto è tra 6 e 7 non di piu

Un meraviglioso AntiEroe / 15 Luglio 2015 in Taxi Driver

Quante volte nei film vediamo delle scene ambientate in un taxi? O vediamo film ambientati nella famosa New York, la città che non dorme mai?
E spolverando pellicole cult come Taxi Driver noi vissuti nel nuovo millennio non possiamo fare a meno di mettere a confronto situazioni tipiche e questo film decisamente atipico. Nei film che abbiamo sempre visto il tassista di solito è uno spazientito e cinico uomo di mezza età, che intravediamo per pochi secondi durante il racconto. Nei film che vediamo sempre New York è la città delle mille opportunità. Mentre in Taxi Driver la telecamera si concentra sul Taxi notturno che si muove tra il vapore immerso nella musica di un solitario sassofono. New York è sporca e polverosa, non ci sono solo la Statua della Libertà e l’Empire State building, ci sono anche i quartieri malfamati e esseri umani che di umano hanno ben poco .
E il tassista per la prima volta è protagonista e non spettatore. Trasmette un disincanto totale, nei confronti della natura umana, della vita, del futuro. Incredibile pensare che questo film appartiene al lontano 1976.
Lo stesso protagonista appare come un antieroe. Come un prodotto della società. E possiamo assistere a come i colpi inferti dalla società, come tutto ciò che vede dallo specchietto retrovisore del suo taxi lo cambino. Lo smussino.
Il politico inutile, la ragazzina segregata, il marito nevrotico, figure che si ripetono stancamente una dopo l’altra.
Scorsese costruisce magistralmente la figura di Travis, braccata dalla solitudine, emarginata in un mondo ingiusto. Proveniente da una guerra e diretto verso un’altra guerra. Volente o nolente.
Dovrà cambiare in qualche modo le cose il nostro Travis, giusto?

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