Recensione su Take shelter

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27 Maggio 2013

(Sette stelline e mezza)

Il film funziona egregiamente grazie ad un ottimo uso della tensione, costruita attraverso tempi narrativi ben moderati, interpretazioni intense e misurate anche quando vengono calibrate sul filo dell’eccesso per descrivere impulsi violenti e, soprattutto, una grande credibilità di fondo, perché è sempre labile e più vicino di quel che si suppone il confine tra regola e follia.

Per certi versi (un presagio oscuro che incombe, i segni poco leggibili, l’incomprensione generale, un pericolo -vero o presunto- di cui non si conosce né la reale portata, né la vera forma, la casa facente parte di un contesto rurale bucolico, ma forse ostile, ecc.), mi ha ricordato Signs di Shyamalan, anche se il film di Nichols è risolto in maniera nettamente più interessante e mantiene costante per tutta la propria durata un senso di inquietudine ben più profondo e viscerale, perché presuppone un disagio psichico, decisamente più subdolo, quindi, di un pericolo espressamente materiale.

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