Recensione su Take shelter

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18 marzo 2013

Take Shelter.

Cos’è Take Shelter.
Potrei sintetizzare il film al massimo scrivendo come esso sia semplicemente un grosso trip, un sogno o peggio un susseguirsi di incubi che in realtà potrebbero essere benissimo delle visioni, presagi che solo chi ha una sensibilità maggiore può percepire”. Sensibilità o pazzia ? E’ questa la domanda ma soprattutto chi è il pazzo ? Il tizio che grida al lupo al lupo oppure la comunità che non lo ascolta ?
Una pellicola che non conoscevo, me l’ha consigliata un nostro fan (il prode Vincenzo aka @Notta), che non mi ha colpito così a fondo come speravo. Questa però è solo una mia piccola premessa, a voi potrebbe colpire
in modo maggiore e visto che il film rende e rende bene, è godibile ed intrattiene, ve lo consiglio.

Il protagonista della pellicola è un uomo, un operaio chiamato Curtis.
La sua non è la classica famiglia media americana, è sposato ma non è felice. E’ in apprensione, anzi credo che il termine non sia proprio giusto, egli è ossessionato.
L’ossessione di Curtis è una specie di presagio, un uragano dalle dimensione mai viste prima sta per abbattersi sulla ridente cittadina dove egli risiede. Solo lui è in grado di vedere quelli che sembrano essere dei piccoli indizi, delle stranezze, delle visioni di giorno e degli incubi notturni. Non vive felice, a tutto ciò abbiamo l’aggravante ovvero il passato di Curtis. Proviene da una famiglia dove alla sua
stessa età, la madre venne reputata schizofrenica. Per non parlare degli
incubi ricorrenti, anche questi perseguitano il nostro eroe.
Non è un eroe alla Marvel, è un eroe della quotidianità. E’ un padre di famiglia con una bambina sordo-muta e una moglie bella ed apprensiva che farebbe di tutto, come egli del resto, per proteggere la propria figlioletta.
Ma la domanda alla visione filmica ce la facciamo anche noi.
E’ matto ? Tutti i dati che abbiamo alla mano sembrano suggerirci questo, attenzione però poiché non siamo di
fronte a una persona che si abbatte, un tizio che di fronte alla sua pazzia o presunta tale si chiude in sé stesso.
Il nostro è un personaggio forte, come ho già detto è pronto a proteggere la sua famiglia anche a costo di
rimetterci di tasca propria, non solo a livello economico ma anche a livello sociale.
Viene escluso dalla comunità, allontanato, si ridelinea l’asse noi-l’altro o meglio il protagonista e gli altri.
E allora ? Allora nada de nada, si costruisce una specie di bunker.
Compra un container, fa scavare una grossa fossa e ce lo schiaffa dentro.
Crea insomma un rifugio che permetterebbe lui e la famiglia di salvarsi.
Avete fatto caso come in molti film, oserei dire in molti americani, made in U.S.A compare questo particolare ?
Il bunker in giardino intendo. Credevo la Guerra Fredda fosse finita.
Perdonatemi la battuta, tornando seri, il film è angosciante e funziona, se non fosse per qualche pecchetta
qua e là. Forte il finale, riflessivo non c’è che dire.

Note del Don.
Avrei tolto alcuni effetti speciali, a mio avviso hanno abbassato la qualità di un film che avrebbe ottenuto sicuramente più punti.
DonMax

2 commenti

  1. Notta / 20 aprile 2013

    @21st-century-schizoid-don Scusa la risposta in ritardo ma il tag giusto è ILnotta è quindi non mi era arrivata la notifica 😀 !

    Comunque fa piacere vedere che,nonostante ti sia piaciuto meno di me (ma il mio è un discorso a parte, ho una sorta di amore incondizionato per i film sulle ossessioni) l’hai comunque apprezzato abbastanza, ottima recensione!

  2. DonMax / 21 aprile 2013

    @ILnotta tranquillo.
    Grazie per avermelo passato è stato un titolo interessantissimo !

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