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Recensione su Take shelter

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25 gennaio 2013

Il secondo film di Jeff Nichols è un dramma riuscitissimo, teso e intenso. Giocando sulle fobie dell’americano convinto dell’Apocalisse improvviso, la sceneggiatura delinea una classica famiglia, composta da madre ( Jessica Chastain), padre ( Michael Shannon) e figlia sordomuta dalla nascita, che vive una discreta vita tutta dedicata alle cure per la figlia e a svaghi tranquilli e sicuri.
Tutto cambia quando Michael Shannon/ Curtis comincia ad avere ricorrenti incubi e allucinazioni che prevedono di volta in volta una tempesta imminente e pericoli vari per la figlia e sé stesso. Ciò lo scuote e lo spinge a costruire un rifugio anti-tempesta sottoterra, sfidando lo stupore della moglie, degli amici e della comunità dove vive.
Gli eventi precipitano nella mente di Curtis, che dimostra comunque di avere i suoi momenti di lucidità quando chiede l’aiuto di uno psicologo. Infine, un temporale violento spinge davvero la famiglia a rinchiudersi nel rifugio, ma quello che per Curtis è l’avverarsi delle sue “sensazioni, si dimostra essere un evento climatico comune che niente ha di catastrofico.
Il film è qui al suo “turning point”, poichè il protagonista supera il terrore che lo tiene in un rifugio ed esce fuori, sotto un cielo azzurro e soleggiato.
L’intera sceneggiature porta avanti un determinato punto di vista per la maggioranza del film: un uomo, vittima delle sue fobie ( forse retaggio di famiglia. La madre è in una casa di cura da 30 anni per schizofrenia), a un tempo lucido e psicotico, cerca aiuto nella scienza, ma con quanta certezza si può affermare che le sensazione e i presentimenti di una persona siano sbagliati e irrazionali? Il film, nel suo finale, pare proprio favorire un punto di visto alternativo a quanto detto nei 100 minuti precedenti, lasciando un senso di incertezza e dubbio riflesso della condizione umana.
Bello, ben girato, capace di mantenere alta la tensione, recitato da dio da Michael Shannon ( che in ruoli instabili da sempre il meglio di sè) e anche da Jessica Chastain, con una fotografia che impreziosisce un paesaggio tranquillo ma cupo, è un film intelligente e da vedere.

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